Diari

Giorno 10

Ultimo giorno a Wamba

Giornata intensa di emozioni pure oggi.

Siamo partiti noi tre con Mary e abbiamo continuato la distribuzione delle divise in tre asili . Con l’ammiraglia e la prode navigatrice-sarta-comandante siamo arrivati a destinazione in orario … questa volta è vero perché con il nostro programma dovevamo rispettare strettamente i tempi.

Alle 10.03 (l’orario di ritrovo con tutti era alle 10) siamo entrati in piazzale della parrocchia con grande stupore dei presenti che ci davano già per dispersi.

Ma indovina un po’ chi è in ritardo???? Padre Franco….non si smentisce mai.

Caricata acqua e altro materiale siamo partiti con due pick up (uno guidato dai trentini e uno da padre Franco) e ci siamo avviati verso Remote località ancora più dispersa rispetto a Narrapi immersa nella savana vera e propria.

Ovviamente non abbiamo deluso le aspettative e appena fuori dalla missione ci siamo fermati alla stazione di servizio (e vi lasciamo immaginare che posto!!!!) per acquistare caramelle e altro da portare a destinazione.

Dovete infatti sapere che a Remote i 4 prodi giovani e Luigi (il nostro geppetto) hanno realizzato un sogno: improntare una costruzione ricavata dalla struttura che padre Franco ha ricevuto in dono dal Comune di Arco (la struttura è stata prontamente divisa appena arrivata a Wamba per cui è possibile ricavare tre asili).

Oggi era il giorno dell’inaugurazione e della benedizione da parte dei vecchi del villaggio. E’ stata una vera festa. Donne bambini e vecchi tutti insieme a cantare canti tribali e noi con loro.

Abbiamo avuto modo di stare tra le donne e con le donne e di questo Roby ve ne parlerà in un altro momento.

Il tutto è stato contornato anche dall’uccisione di una capra in segno di ringraziamento: pensate che poi questa povera bestia è finita sulle braci… l’abbiamo assaggiata in segno di rispetto ma non abbiamo voluto continuare i festeggiamenti per non rubare loro il cibo.

Finalmente terminata l’inaugurazione siamo ripartiti tutti insieme e ci siamo portati a Narrapai: si avevamo una cosa veloce da fare e cioè salutare il nostro albero dell’asilo e appendere una targa molto artigianale alla cucinetta.

Finalmente Nila avrà un posto anche in Africa dove vegliare su altri bambini.

Con le lacrime in tasca abbiamo salutato e siamo riparti per Wamba.

Giorno 9

Avviso per Emilio e Nicola

Dopo che siete parttiti pensando di lasciare un vuoto incolmabile la Lucia e la Agnese hanno “operato” di cataratta 4 trovatelli sbiati provenienti dalla savana. L’esito è stato strepitoso (recuperato 10/10) e già pronti ad essere dimessi con i classici occhiali post-operatori. Ci hanno chiesto quando potranno trovare degli oculisti seri e professionali (provenienti da mestre possibilmente) per la loro visita di controllo!!!

Attendiamo risposta da voi!!!!

La giornata di ieri

Giornata caotica oggi,

la mattina inizia alle 8 quando ci ritroviamo in Parrocchia per organizzarci e partire per Narrapai.

Organizzazione e Africa sono due termini che non vanno molto d’accordo. La comitiva di Italiani e operai samburu ha cercato di caricare sull’ammiraglia tutto il legname da costruzione, il cemento, l’acqua per l’impasto, onduline metalliche, carriola, badili, piccone, martelli e chiodi….

Poi siamo saliti in 7 carichi anche di cibo e acqua per il pranzo.

Una mezz’oretta di viaggio ci ha portati a Narrapai (ve lo ricordate l’asilo sotto l’albero???) dove siamo giunti non annunciati e quindi abbiamo trovato pochi bambini, donne e anziani. In poco tempo però (l’internet della savana funziona benissimo) sono arrivati, comparsi diremmo, un buon numero di anziani donne e bambini (erano una cinquantina alla fine).

Influenzati dall’Africa l’inizio dei lavori è stato a dir poco caotico ma, ben presto ci siamo organizzati e diviso i compiti: Lucia con le Donne Samburo è andata sul fiume (secco) a recuperare la sabbia per il cemento, io (Paolo) con mastro Geppetto (Luigi il trentino) abbiamo cominciato a scavare le buche per impiantare i pali di sostegno della struttura con e Roby (il garzone di bottega) che passava gli strumenti.

Il tutto con il coordinamento di Padre Franco che cercava di insegnare a noi italiani il samburo e lo swaili e ai samburo l’inglese e l’italiano. Vi lasciamo immaginare il caos linguistico, ma ci siamo capiti benissimo.

Presto si sono avvicinati gli anziani del villaggio incuriositi di quello che stavamo facendo e anche loro hanno cominciato ad aiutare (a dir la verità a scavare  dove non dovevano, a coprire i buchi quanto noi avevamo appena scavato e così via….ma bisogna capire il gesto perché era il loro modo di apprezzare quello che stavamo facendo cioè realizzare ciò che loro stessi avevano chiesto).

Prima di cominciare abbiamo anche ricevuto la benedizione della donna anziana della comunità che ha voluto dimostrare la sua approvazione donando a Lucia 5 uova.

Dopo i convenevoli iniziali è cominciato il lavoro ma solo dopo che le donne ci hanno indicato l’esatto posizionamento della cucinetta: infatti loro sanno molto bene da che parte soffia il vento della savana (e abbiamo avuto modo di testarne la forza) e come scorre l’acqua quando piove.

Mentre i lavori progredivano i bambini che si erano avvicinati al cantiere si occupavano a gonfiare i palloncini gialli donatici da “Sole Market”: un vero impegno capire come dovevano fare!!!!!

All’ora di pranzo i bambini non avevano nulla da mangiare già da 15-20 giorni e allora tutti noi abbiamo deciso di rinunciare all’insalata di riso gentilmente preparata da Wanda (altra trentina presente nel gruppo) e i panini: è stato veramente commovente vedere questi bambini che ordinatamente e silenziosamente aspettavano il loro turno per ricevere un cucchiaio di riso (non avevamo ciotole ne tanto meno posate quindi ci si adatta a ciò che si ha a disposizione al momento), e ancora come aprivano la loro bocca per ricevere il cibo in bocca (sembravano piccoli uccellini).

Bisogna precisare per tutti una cosa: la distribuzione del cibo a questa comunità era prevista per la  prossima settimana ma abbiamo anticipato la consegna di qualcosa visto il difficile momento che stanno vivendo.

Divertente è stato anche dar loro la nostra acqua potabile con le bottiglie che erano ancora fresche da frigorifero: non avevano mai assaggiato l’acqua fredda!!!!!! Ragazzi dovevate vedere la loro espressione.

In tardo pomeriggio la costruzione è giunta a termine non senza dita pestate, cemento sulle scarpe, scottature su colli, visi e nasi, e distribuzione dell’acqua avanzata: le donne si allontanano con il loro bimbo fasciato sulla schiena e in mano una grossa bottiglia d’acqua.

Ma non possiamo lasciare il posto prima dell’”inaugurazione” della nuova cucinetta che sarà il prototipo per la campagna “Cucinette in Savana” e così aiutare a cucinare l’unico pasto giornaliero per molti bambini.

Tutti dentro la struttura per una foto e poi a casa per una doccia ristoratrice, una cena  veloce e per finire una grappetta della buona notte con Padre Franco.

E un altro giorno è passato e altro piccolo progetto realizzato.

Giornata caotica oggi,

la mattina inizia alle 8 quando ci ritroviamo in Parrocchia per organizzarci e partire per Narrapai.

Organizzazione e Africa sono due termini che non vanno molto d’accordo. La comitiva di Italiani e operai samburu ha cercato di caricare sull’ammiraglia tutto il legname da costruzione, il cemento, l’acqua per l’impasto, onduline metalliche, carriola, badili, piccone, martelli e chiodi….

Poi siamo saliti in 7 carichi anche di cibo e acqua per il pranzo.

Una mezz’oretta di viaggio ci ha portati a Narrapai (ve lo ricordate l’asilo sotto l’albero???) dove siamo giunti non annunciati e quindi abbiamo trovato pochi bambini, donne e anziani. In poco tempo però (l’internet della savana funziona benissimo) sono arrivati, comparsi diremmo, un buon numero di anziani donne e bambini (erano una cinquantina alla fine).

Influenzati dall’Africa l’inizio dei lavori è stato a dir poco caotico ma, ben presto ci siamo organizzati e diviso i compiti: Lucia con le Donne Samburo è andata sul fiume (secco) a recuperare la sabbia per il cemento, io (Paolo) con mastro Geppetto (Luigi il trentino) abbiamo cominciato a scavare le buche per impiantare i pali di sostegno della struttura con e Roby (il garzone di bottega) che passava gli strumenti.

Il tutto con il coordinamento di Padre Franco che cercava di insegnare a noi italiani il samburo e lo swaili e ai samburo l’inglese e l’italiano. Vi lasciamo immaginare il caos linguistico, ma ci siamo capiti benissimo.

Presto si sono avvicinati gli anziani del villaggio incuriositi di quello che stavamo facendo e anche loro hanno cominciato ad aiutare (a dir la verità a scavare  dove non dovevano, a coprire i buchi quanto noi avevamo appena scavato e così via….ma bisogna capire il gesto perché era il loro modo di apprezzare quello che stavamo facendo cioè realizzare ciò che loro stessi avevano chiesto).

Prima di cominciare abbiamo anche ricevuto la benedizione della donna anziana della comunità che ha voluto dimostrare la sua approvazione donando a Lucia 5 uova.

Dopo i convenevoli iniziali è cominciato il lavoro ma solo dopo che le donne ci hanno indicato l’esatto posizionamento della cucinetta: infatti loro sanno molto bene da che parte soffia il vento della savana (e abbiamo avuto modo di testarne la forza) e come scorre l’acqua quando piove.

Mentre i lavori progredivano i bambini che si erano avvicinati al cantiere si occupavano a gonfiare i palloncini gialli donatici da “Sole Market”: un vero impegno capire come dovevano fare!!!!!

All’ora di pranzo i bambini non avevano nulla da mangiare già da 15-20 giorni e allora tutti noi abbiamo deciso di rinunciare all’insalata di riso gentilmente preparata da Wanda (altra trentina presente nel gruppo) e i panini: è stato veramente commovente vedere questi bambini che ordinatamente e silenziosamente aspettavano il loro turno per ricevere un cucchiaio di riso (non avevamo ciotole ne tanto meno posate quindi ci si adatta a ciò che si ha a disposizione al momento), e ancora come aprivano la loro bocca per ricevere il cibo in bocca (sembravano piccoli uccellini).

Bisogna precisare per tutti una cosa: la distribuzione del cibo a questa comunità era prevista per la  prossima settimana ma abbiamo anticipato la consegna di qualcosa visto il difficile momento che stanno vivendo.

Divertente è stato anche dar loro la nostra acqua potabile con le bottiglie che erano ancora fresche da frigorifero: non avevano mai assaggiato l’acqua fredda!!!!!! Ragazzi dovevate vedere la loro espressione.

In tardo pomeriggio la costruzione è giunta a termine non senza dita pestate, cemento sulle scarpe, scottature su colli, visi e nasi, e distribuzione dell’acqua avanzata: le donne si allontanano con il loro bimbo fasciato sulla schiena e in mano una grossa bottiglia d’acqua.

Ma non possiamo lasciare il posto prima dell’”inaugurazione” della nuova cucinetta che sarà il prototipo per la campagna “Cucinette in Savana” e così aiutare a cucinare l’unico pasto giornaliero per molti bambini.

Tutti dentro la struttura per una foto e poi a casa per una doccia ristoratrice, una cena  veloce e per finire una grappetta della buona notte con Padre Franco.

E un altro giorno è passato e altro piccolo progetto realizzato.

Ecco la “cucinetta” praticamente ultimata e già “occupata” dai pochi coraggiosi rimasti fino al termine della giornata

Oggi

Anche oggi sveglia presto per organizzare le uscite nei vari asili e consegna delle divise.

Ovviamente come ogni volta è bene non programmare tutto: in Africa ripetiamo nuovamente nulla è programmabile con anticipo e mai si rispettano gli orari.

Paolo parte con “mastro Geppetto-Luigi” per finire gli ultimi ritocchi a narrapai mentre Lucia e Roby si avventurano in “centro” a fare shopping. Devono comprare circa 20 paia di sandaletti di gomma. Costano circa 1.5 euro il paio ma le nostre contrattano (come sempre) e strappano un prezzo di circa 1.0 al paio!! Affarone!!!!

Io (paolo) torno verso le 10.30 e tutti insieme partimao per la consegna delle divise. Con noi non può mancare Mary la mitica sarta che, tra l’altro, conosce molto bene le “strade” ed evita le “distrazioni” dell’autista Padre Franco.

Pomeriggio “tranquillo” a sistemare le ultime cose e organizzare la partenza di giovedì prossimo.

Resta impresso nella nostra mente…

Le due ciotole per il cibo trovate questa mattina DENTRO la cucinetta!!! ((come fossero i primi coraggiosi clienti).

I volti spaventati dei bambini che ci vedono entrare in classe per la prima volta.

Pole pole i bambini si tranquillizzano e ci vengono in contro magari per farsi abbracciare e coccolare un poco.

I sorrisi, la gioia e i canti che hanno accompagnato la “vestizione”

Ci scusiamo per ora e per tutto ciò che scriviamo perchè ci rendiamo conto di quanto profondamente queste situazioni e momenti ci colpiscano e restino dentro di noi. le nostre descrizioni sono solo una pallida copia di tutto ciò ma.. speriamo di essere in grado di trasmettervi almeno una piccola parte di tutto ciò che proviamo in ogni momento!!!

Saluti e, internet permettendo, a domani!!!!

Luci, Roby, Paolo

 

 

La nuova cucinata inizia a “popolarsi”.

Sembra un poco perplesso ma vi assicuriamo era felice sia della divisa sia del palloncino.

Dopo la vestizione e il divertimento con i palloncini un attimo di preghiera. I bambini la cantano in inglese

La mitica Mary, sarta nonché navigatrice. Senza di lei li staremmo ancora cercando gli asili!!!

Giorno 8

Problemi di connessione

Carissimi ieri quando ci apprestavamo a descrivervi la nostra giornata… internet è semplicemente “morto”  perchè non avevamo pagato la bolletta!!

Oggi (18/02/2014) siamo tornati in piena attività giornalistica e quindi vi rimndiamo al giorno 18 dove racconteremo quanto fatto e successo ieri e oggi!!!

Giorno 7

Fuori è ancora buio quando comincio a scrivere questo resoconto. E’ domenica e oggi vorrei raccontare (spero tanto di riuscirci senza essere eccessiva) alcune cose non dette finora ma importanti per capire l’Africa.

Ieri è stata una giorata intensa: Paolo si è dedicato alla falegnameria per avviare la costruzione della cucinetta di Narrapai, Lucia in giro per la missione per distribuire vari abiti scarpe e altro, io a sbrigare invece lavoro più “burocratico”. Sono stata solo “alcune ore” e da sola (e tengo a sottolineare questo perchè mi è stato detto che devo difendermi senza l’aiuto di nessuno) nei vari uffici dell’ospedale a discutere con  due impiegate e una suora per risolvere alcune questioni: tra inglese (ho dovuto rispolverare vecchi ricordi di scuola) dialetto mestrino e altro mi sono fatta capire. La questione è stata risolta non dopo aver atteso che una chiedesse ad un’altra persona e questa  ad un altra ecc…. Ho finito per chiedere i file e mi sono arrangiata davanti ad un compiuter per altre ore.

Anche questa è l’Africa: pole pole!!!!!!

In parrocchia ieri pomeriggio è stato battezzato Francesco (lui ha solo la mamma). Ebbene tutti noi italiani abbiamo fatto da famiglia. In più Lorenzo, giovane ragazzo trentino volontario della missione per 1 mese, ha fatto da padrino. Ragazzi che festa abbiamo organizzato dopo: ai pochi bambini presenti abbiamo fatto trovare banane caramelle e una specie di frittella. E’ stato bello vedere come questo giovane bianco fosse emozionato nell’accompagnare in questa cerimonia il bimbo di color cioccolato con gli occhioni stupiti ci guardava.

Anche questa è Africa: la partecipazione !!!!!!!

E’ difficile per me dormire molto in questo periodo. Dovete sapere che nei pressi della missione ci sono aggregazioni di protestanti metodisti e mussulmani. Che c’è di strano? Alle 5 del mattino i protestanti accendono a tutto volume gli amplificatori per diffondere in tutto il villaggio la musica: che sia il momento della preghiera? Non so. Ma in alternanza ci sono i mussulmani: uno finisce e l’altro comincia e così via fino a tardi. Poi alle 6.30 suona la campana della nostra missione. E’ ora di alzarsi perchè nel frattempo tutti gli uccelli del circondario hanno cominciato la loro giornata …. e la mia!!!! Nicola ora capisco cosa intendevi quando ci trovavamo a colazione.

Anche questa è Africa: il risveglio :))))

Parliamo dei canti delle ragazze e ragazzi (che sono ben divisi dalle coetanee) in chiesa durante la messa. La singola persona segue il ritmo con il corpo, e tutti i corpi insieme si unisco in un movimento ondulatorio unico, uniforme e perfettamente a tempo. Come resistere e non partecipare anche noi a questo ballo?

Anche questa è Africa: il ballo.

E’ però Africa anche vedere alle porte delle banche uomi armati di fucile che fanno la guardia, o entrare nei negozi solo dopo essere stati perquisiti con il metal detector, o le vedette ai bordi dei campi di ananas che scrutano in cerca di ladri, o macchina strane con altrettanti strani carici che corrono veloci lungo le strade e non si fermano ai controlli di polizia, o il filo spinato sopra tutte le cancellate che proteggono case e strutture scolastiche, o la gente che emerge dalle immondizie dove passano anche la notte.

Tutto questo  non è stato detto fino ad ora ne tanto meno fotografato: non vogliamo vedere solo le cose che ci rendono felici, anzi vogliamo ricordare anche questo.

Asante sana.

Roby e company

P.S. Per Luciano (tra i tanti il Luciano giusto capirà) puoi sbrigarti a guarire che qui c’è la squadra di basket che ha bisogno di un menager, allenatore, sponsor, massaggiatore e altro?????

Con tantissimooooo affetto Roberta Paolo e Lucia.

Ragazzi che giocano a basket in un campo improvvisato.

Ecco per chi noi cerchiamo di fare qualche cosa (sempre troppo poco)!!!

Vacche al pascolo. Ha smesso di piovere un mese fa e siamo già in periodo di siccità.

Non siamo gli unici a cui Wamba è entrata nel cuore. Padre Charles è stato appena trasferito a Meru ma non perde occasione per tornare a Wamba.

Saluti

Per oggi abbiamo riposato anche troppo!!

Ora cena e poi festa alla Scuola infermiere (ovviamente domani vi faremo sapere come è andata)!!

Domani si scavano le fondamenta per la cucinetta a Narrapai, anche di questo vi aggiorneremo!!!

Ciao a tutti…

Giorno 6

Scarpette rosse

Può sembrare il titolo di un racconto, invece è un momento di condivisione e di gioia.. e vi spiego perchè.

Oggi ho regalato le mie scarpe da ginnastica rosse. Non è una gran cosa se non fosse perchè hanno accompagnato i miei passi per almeno 10-15 anni nella savana di Wamba.

ma oggi, quando ho incontrato una mamma con i suoi 3 bambini, vestiti di stracci e tutti a piedi nudi, lo sguardo incantato verso le mie scarpe rosse, allora, non ho esitato un attimo a toglierle, e farle indossare a lei (fantastico abbiamo i piedi grandi uguali) .

mi ha ringraziato infinite volte, ma non era il caso, il suo sorriso valeva ben più di mille grazie. Così mi sono avviata a piedi scalzi quasi avessi le al, tanta era la gioa di essermi tolta qualche cosa che ritenevo mi appartenesse e invece era solo un piccolo “laccio” che mi teneva legata al passato e un poco meno libera.

Anche questa è la magi che l’Africa mi dona.

Lucia

Altre emozioni/situazioni

Ciao a tutti,

non credo avremo la forza per scrivere molto ma dobbiamo mantenere il patto stretto con voi che ci seguite e quindi eccoci con il resoconto giornaliero..

Le cose cominciano a muoversi sempre più veloci e quindi il gruppo affronta ed esegue compiti talvolta comuni talvolta separati.

Questa mattina sveglia come al solito alle 7,00 (non vi dico che sonno) colazione e incontro alle 8,00 alla scuola primaria per parlare con il direttore di progetti futuri. Oviamente il direttore non c’era perchè rimasto bloccato a Nairobi. Poco male, abbiamo parlato con un professore e quindi andremo avanti lo stesso!!.

Rientrati alla Missione io ho affrontato un compito veramente importante e di responsabilità cambiando una spina e istallando il nuovo freezer al parroco. Poi la Lucia e la Roby sono andate in Ospedale a continuare il lavoro di revisione e controllo sulle assicurazioni sanitarie.

Dopo il freezer ho preso la macchina (Ammiraglia) del parroco per andare in “centro” a Wamba per acquistare il legname necessario alla costruzione di una “cucinetta” nell’outpost di Narrapai. Sono solo 300 metri o poco più ma si guida a sinistra, tra capre, bambini, cammelli eccc…in quella che supponi sia una strada ma potrebbe essere anche un canale o una discarica o.. quello che la fantasia vi suggerisce.

Tornato sano e salvo ho continuato con il lavoro di concetto piallando e verniciando i travi in modo da essere pronti per l’utilizzo Luned’.

Altre 2 cose degne di nota deklla giornata sono state un battesimo a cui abbiamo assistito. Una ragazza madre da fuori Wamba e quindi gli unici partecipanti a questo momento che doveva essere gioioso erano i ragazzi del catechismo da una parte della Chiesa e la piccola comunità Italiana dall’altra.

Il battesimo di Francis è avvenuto in Swaili e in Italiano come se avessimo i sottotitoli. Molto molto toccante e commovente. Dopo la cerimonia tutti al banchetto di festeggiamento organizzato con 30 banane e 20 ciambelle!! I bambini erano felicissimi.

Serata dopocena chiacchierando con i ragazzi di trento che stanno costruendo un’altra struttura. Finalmente dopo 20 giorni che sono quì indossavano un braccialetto samburu (fornito, ma non venduto dalla Lucia ovviamente!!).

Per oggi è tutto a domani!!!!!!

PS Per Elena e Bea e gli altri…..godetevi le ultime serate a casa nostra che tra una settimana “se finia a festa”!!!!!!

La “nostra” ammiraglia carica del legno che useremo a Narrapai

Giorno 5

San Valentino

Buongiorno amici,

ieri è stata una giornata piena di eventi sensazioni, tensioni a volte, discussioni ecc.

Questa mattina io e la Roby ci siamo alzati per fare colazione e… la Lucy fantastica come sempre ci ha fatto trovare, rigorosamente portate dall’italia, delle tovagliette con i cuoricini e un regalino per augurarci buon San valentino:-) da notare che il regalino era una cornice con al posto della fotografia un bellissimo bigliettino… la foto la aveva chiesta a noi da una quindicina di giorni ma non siamo riusiti a farla stampare per tempo 🙁 Scusa Lucia…

Oggi giornata “burocratica” per verificare le liste dei poveri e delle assicurazioni che l’Associazione finanzia… Tutta la mattina per recuperare 2 file di excell e, credo tutto il pomeriggio per controllarle.

Questa sera cena con Padre Franco e il gruppo proveninete dal Trentino per pianificare i prossimi giorni di lavoro. Intanto domani metteremo alla prova la nuova vernice portata per rinnovare le lavagne alle quali forse (“corrompendo” uno dei trentini) riusciremo anche a mettere delle cornici in legno. Domani, internet permettendo, le foto di questo.

Per ora (sono solo le 3 del pomeriggio) è tutto. mentre aspetto la Roby con il secondo file della lista provo a caricarvi delle foto.

A presto!!1

Una giovane suora di 92 anni che ancora aiuta presso la missione. Tutti i giorni cammina per 3 km nella savana per andare a fare lezione nelle scuole. Appena arriva ha detto che chiede per favore… una sedia

Gli operai della parrocchia stanno costruendo le sedie e i banchi di cui vi ha parlato la Roby ieri.

Le capriate e i montanti dei futuri asili sono finalmente pronte. Anche se per la costruzione dovremo aspettare..per il nostro amato “Narrapai” forse ci sarà una sorpresa…

Il nostro inossidabile, infaticabile, impareggiabile e… inafferrabile Padre Franco mentre organizza il meeting sull’irrigazione.

Io la metto solo per cerimonie, lauree ecc.. loro tutti i giorni!!! Anche questa è Africa! 🙂

Quanto vorrei che i miei studenti facessero loro questo motto appeso all’interno della scuola superiore di Wamba

Non si finisce mai di studiare/imparare. La Roby torna sui banchi della sala esami della scuola superiore

Giorno 4

Partiamo da fine giornata perche è stata una vera carica di emozioni. Siamo stati invitati per la celebrazione settimanale della messa presso la scuola di S. Teresa gestita da suor Carletta (donna emiliana doc) : vi ricordate che già ne avevamo parlato ieri?

Ebbene tutta la celebrazione è stata dedicata a noi: canti, balli, saluti, abbracci, predica della celebrazione e per finire la benedizione cantata e balata delle ragazze in nostro onore.

Eravamo io, Paolo, Lucia, Emilio e Nicola … gli ultimi due sono gli oculisti che con oggi hanno terminato la loro prima esperienza in Wamba.

I canti ovviamente sono stati accompagnati da tamburo e caracas…. caspita che carica di adrenalina … non ce l’aspettavamo tanta festa … siamo stati invitati a parlare per presentarci e a ballare pure noi.

Alle ragazze abbiamo portato una serie di oggetti personali che aveamo trovato nei nostri cassetti  armadi e altri che ci sono stati regalati (profumi, fazzoletti, borse …). Sappiamo che presto festeggeranno la festa della donna: giorno importante per loro perchè non dovranno far altro che divertirsi tutto il dì e le suore lasciano piena libertà di vestirsi, truccarsi, ballare, mangiare e bere. Gli insegnanti maschi cucinano e servono a tavola.

Durante il giorno ci siamo divisi per compiti diversi.

Io e Lucia siamo passati per gli asili e le scuole distribuendo caramelle e palloncini, giocare con i bambini dell’asilo e delle elementari.

Paolo invece ha presenziato ad una riunione organizzata a Wamba per parlare del problema dell’acqua a cui hanno partecipato oltre a padro Franco il nostro referente in loco anche le alte autorità del distretto … come al solito una gran parte di sostanza è politica e il resto una piccola parte si è trattato il vero problema.

Non ci siamo però dimenticati di curiosare nei laboratori vicino alla parrocchia e indovinate cosa abbiamo trovato?

Falegnami al lavoro per costruire i banchi necessari nelle varie scuole gestite dalla missione.

Il carpentiere che tagliava e saldava la struttura che è partita da Arco e che con gran fatica è stata sdoganata il mese scorso. Trasportata a Wamba è stata smontata, riorganizzata secondo le esigenze del posto e montata in due dei tre outpost dove sono necessarie avviare le scuole evitando che le lezioni si tengano sotto un albero.

Insieme a noi ci sono anche dei trentini che per quanto riguarda il montaggio delle varie strutture sono dei veri fenomeni…gran lavoratori, veloci, attenti e precisi. Nessun pezzo non viene tagliato se prima non viene attentamente esaminato il problema. Al momento sono state realizzate le strutture di Remote , per Narrapai (il nostro posto del cuore) dobbiamo attendere prima di alzare le strutture perchè il governo locale non ha ancora dato i permessi di costruire…anche qui la burocrazia regna e se noi italiani siamo lunghi immaginatevi in Africa che esiste solo il “tempo”.

Abbiamo ancora tanto lavoro da fare e da controllare e presto usciremo per visitare gli altri poveri, per il momento parliamo con gli amministratori dell’Ospedale, delle scuole elementari e professionali cercando di capire le priorità.

Volevamo solo dirvi che cercheremo di controllare se i nostri e vostri sforzi sono effettivamente utilizzati al meglio affinchè ogni singolo sacrificio non sia vano.

Una piccola nota da parte mia che sono qui a Wamba per la prima volta e che cerca di raccontare in queste pagine il viaggio di gruppo. Padre Franco mi ha chiesto di dire due parole durante la presentazione alle ragazze di S. Teresa. Avevo appena ascoltate le parole di Emilio che con le lacrime agli occhi ha detto che loro curano gli occhi a chi non vede e in questo caso Wamba ha curato i loro occhi facendo vedere cose fantastiche.

Concordo pienamente con lui ma aggiungo anche altro: sono partita da Wamba con nessuna aspettativa e ho lasciato che Wamba entrasse nella mia mente piano piano guardandomi attorno come mi ha suggerito un’amica.

Sono qua che sto rigenerando la mia mente e riempiendo i miei occhi con la calma, i sorrisi, i saluti della gente, i colori e anche gli odori del posto…non è possibile esprimere la diversità del luogo senza fermarsi e riflettere.

Buona notte

Giorno 3

Partiamo da fine giornata perche è stata una vera carica di emozioni. Siamo stati invitati per la celebrazione settimanale della messa presso la scuola di S. Teresa gestita da suor Carletta (donna emiliana doc) : vi ricordate che già ne avevamo parlato ieri?

Ebbene tutta la celebrazione è stata dedicata a noi: canti, balli, saluti, abbracci, predica della celebrazione e per finire la benedizione cantata e balata delle ragazze in nostro onore.

Eravamo io, Paolo, Lucia, Emilio e Nicola … gli ultimi due sono gli oculisti che con oggi hanno terminato la loro prima esperienza in Wamba.

I canti ovviamente sono stati accompagnati da tamburo e caracas…. caspita che carica di adrenalina … non ce l’aspettavamo tanta festa … siamo stati invitati a parlare per presentarci e a ballare pure noi.

Alle ragazze abbiamo portato una serie di oggetti personali che aveamo trovato nei nostri cassetti  armadi e altri che ci sono stati regalati (profumi, fazzoletti, borse …). Sappiamo che presto festeggeranno la festa della donna: giorno importante per loro perchè non dovranno far altro che divertirsi tutto il dì e le suore lasciano piena libertà di vestirsi, truccarsi, ballare, mangiare e bere. Gli insegnanti maschi cucinano e servono a tavola.

Durante il giorno ci siamo divisi per compiti diversi.

Io e Lucia siamo passati per gli asili e le scuole distribuendo caramelle e palloncini, giocare con i bambini dell’asilo e delle elementari.

Paolo invece ha presenziato ad una riunione organizzata a Wamba per parlare del problema dell’acqua a cui hanno partecipato oltre a padro Franco il nostro referente in loco anche le alte autorità del distretto … come al solito una gran parte di sostanza è politica e il resto una piccola parte si è trattato il vero problema.

Non ci siamo però dimenticati di curiosare nei laboratori vicino alla parrocchia e indovinate cosa abbiamo trovato?

Falegnami al lavoro per costruire i banchi necessari nelle varie scuole gestite dalla missione.

Il carpentiere che tagliava e saldava la struttura che è partita da Arco e che con gran fatica è stata sdoganata il mese scorso. Trasportata a Wamba è stata smontata, riorganizzata secondo le esigenze del posto e montata in due dei tre outpost dove sono necessarie avviare le scuole evitando che le lezioni si tengano sotto un albero.

Insieme a noi ci sono anche dei trentini che per quanto riguarda il montaggio delle varie strutture sono dei veri fenomeni…gran lavoratori, veloci, attenti e precisi. Nessun pezzo non viene tagliato se prima non viene attentamente esaminato il problema. Al momento sono state realizzate le strutture di Remote , per Narrapai (il nostro posto del cuore) dobbiamo attendere prima di alzare le strutture perchè il governo locale non ha ancora dato i permessi di costruire…anche qui la burocrazia regna e se noi italiani siamo lunghi immaginatevi in Africa che esiste solo il “tempo”.

Abbiamo ancora tanto lavoro da fare e da controllare e presto usciremo per visitare gli altri poveri, per il momento parliamo con gli amministratori dell’Ospedale, delle scuole elementari e professionali cercando di capire le priorità.

Volevamo solo dirvi che cercheremo di controllare se i nostri e vostri sforzi sono effettivamente utilizzati al meglio affinchè ogni singolo sacrificio non sia vano.

Una piccola nota da parte mia che sono qui a Wamba per la prima volta e che cerca di raccontare in queste pagine il viaggio di gruppo. Padre Franco mi ha chiesto di dire due parole durante la presentazione alle ragazze di S. Teresa. Avevo appena ascoltate le parole di Emilio che con le lacrime agli occhi ha detto che loro curano gli occhi a chi non vede e in questo caso Wamba ha curato i loro occhi facendo vedere cose fantastiche.

Concordo pienamente con lui ma aggiungo anche altro: sono partita da Wamba con nessuna aspettativa e ho lasciato che Wamba entrasse nella mia mente piano piano guardandomi attorno come mi ha suggerito un’amica.

Sono qua che sto rigenerando la mia mente e riempiendo i miei occhi con la calma, i sorrisi, i saluti della gente, i colori e anche gli odori del posto…non è possibile esprimere la diversità del luogo senza fermarsi e riflettere.

Buona notte

 

 

Un giorno a Wamba

Ciao amici,

è sera ormai e un’altra giornata piena di emozioni è passata. Siamo in attesadi ritrovarci per la cena con il nostro “gruppo”.Griuppo perchè arrivati a Wamba abbiamo trovato i due oculisti di mestre partiti qualche giorno prima di noi. pensate sono i figli dei primi oculisti venuti a Wamba con il Prof. Rama e la lucia circa.. beh meglio non dire quanti anni fa!!! Due “ragazzi” che si sono fatti prendere dall’entusiasmo e dalla “passione” dopo solo pochi giorni…Siamo sicuri che ne sentiremo parlare ancora assieme al termine “insieme per Wamba”.

Emilio (Rapizzi) e Nicola (Zemella) oltre ad aver svolto attività ambulatoriale e di sala operatoria hanno anche svolto attività di formazione sia con i medici ed il personale dell’ospedale sia presso la sede della Scuola Infermieri di Wamba.

Tra le varie situazioni, alle volte terribili e tragiche e alle volte al limite del comico, ci hanno raccontato di quanto felici sono stati di aver operato, con buone prospettive di “guarigione”  un bambino di soli 18 mesi.

Emilio e Nicola visitano un bambino appena operato.

e noi…..

Quanto al nostro lavoro vi raccontiamo in poche parole lo svolgersi della giornata.

Abbiamo cominciato con la visita all’asilo e siamo entrati in classe per una lezione con i bambini di 3-4 anni che cantando imparavano i numeri da 1 a 5 in inglese e nella loro lingua…siamo stati promossi anche noi.

Siamo poi passati alla primary school ma questa volta non siamo entrati in classe; abbiamo parlato tanto con il capo degli insegnanti: ci ha fatto proprio una buona impressione perchè ci ha spiegato molte cose esprimendo dei desideri che putroppo il governo non comprende appieno.

Solo un esempio: la politica del governo è quella di fornire per questa scuola un computer… peccato che non ci sia corrente nella scuola.

Quindi per lui la priorità è l’energia, poi lavagne, poi le finestre (sono veramente tutte rotte), dipingere per rendere l’ambiente quanto meno dignitoso, per non parlare dei banchi che sono quasi inesistenti eccetera.

Buona notizia: sabato abbiamo fissato un appuntamento con preside e insegnanti perchè provimo a risistemare le lavagne visto che in valigia abbiamo anche nascosto 4 vasi di vernice speciale proprio per lavagne: grazie Michela per la fornitura.

Al pomeriggio abbiamo visitato le ragazze di suor Carletta (secondary school): una vera “democrazia controllata”… tutte aiutano tutti.

Per concludere insieme ad Emilio e Nicola siamo andati a trovare suor Linda che dirige con gran ordine la scuola per infermiere e da poco anche infermieri.

I ragazzi studiano, lavorano e vivono tutti insieme all’interno dell’area dell’ospedale.

Fingalmente è giunta sera e tutti si ritirano per il sacro riposo…per non parlare di noi che abbiamo aperto la bottiglia di grappa (anche questa ben nascosta in valigia).

Non vogliamo dimenticare una cosa: non rispondiamo a tutti i messaggi che troviamo e leggiamo veramente con gioia ogni volta che accediamo al sito … a tutti quanti grazie per seguirci ma il computer o megli internet è quello che è!!!!!!!!!!!

Anche questa è Africa

Oggi parlando alla scuola elementare un maestro non ci ha ringraziato per quanto habbiamo fatto e vorremmo fare ma, guardando Lucia, ha semplicemente detto..”tu sei bianca ma il tuo cuore è nero”… Credo che mai ringraziamento sia stato più sincero e toccante chissà se arriverò mai a fare qualche cosa per cui qualcuno in futuro ringrazierà me in questa maniera…

Buona notte a tutti e a domani

PS

per la vostra tranquillità vi comunico che i problemi intestinali del gruppo sono stati completamente risolti in maniera felice!!!!

Giorno 2

Buongiorno Italia!!

Buongiorno amici!!!

Dopo una dormita profonda, avevamo puntato la sveglia alle 7… ma non serviva.. i bambini della scuola hanno cominciato a pulire le aule alle 6.30, abbiamo iniziato il nostro secondo giorno africano.

Altro carico di emozioni e sensazioni profonde… mentre noi facevamo colazioni i maestri della scuola ci hanno organizzato una sorpresa… siasmo usciti e tutti i bambini si sono schierati per salutarci e ringraziarci (di cosa poi….)

Prima di partire poi abbiamo accompagnato sister Alice a fare la spesa periodica per i circa 100 ragazzi dell’istituto. Non avevo mai comprato 100 spazzolini da denti e tubetti di dentrificio, lucido da scarpe per un esercito, sapone, sacchi di riso e fagioli e molto alto…..

Lasciare Embu con la consapevolezza che abbiamo (l’Associazione) contribuito a sostenere questa intera comunità ci da un conforto e una felicità indescrivibile…

Chiudo questo breve commento mattutino estendendo anche a Voi tutti che avete contribuito con poco o con tanto o solo guardando questo sito e pensando che magari nel fututro potreste aiutarci, il Grazie immenso che ci è stato detto Dalla comunità di qui.

Noi siamo quì soprattutto a nome vostro….

Ora lascio il mio “ufficio” in mezzo al prato per iniziare il lungo viaggio verso Wamba….

Cercheremo di salutarvi anche questa sera…

Per la rubrica “Anche questa è Africa” vi comunico che la grossa discussione di oggi è relativa ai problemi intestinali dei diversi viaggiatoriCool

Vi terremo informati!!!!

 

Arrivati!!

Dopo lunghe ore di viaggio siamo finalmente arrivati a Wamba.

Non vi dico come eravamo carichi, le nostre valige già impegnavano tutto il bagaglio del suv che ci è venuto a prendere a Embu, in più ci avevano regalato un sacco di mango e  un sacco di papaia che abbiamo dovuto ridurre perchè non c’era verso di far entrare tutto.

Comunque l’arrivo per tutti noi è un  poco come essere arrivati/ritornati a casa….quali emozioni? quali sensazioni? Tante, diverse, colorate, profumate e molte altre.

Una cosa importante da dire: abbiamo visto l’africa che cammina, abbiamo visto l’africa che cambia di chilometro in chilometro, abbiamo visto l’africa dai colori diversi.

Si da Embu a Mero la gente si muove con il matato, con la motocicletta (ne abbiamo contati 4 con su una moto), con la bici carica di patate o banane o legna o quant’altro, per arrivare ad Isiolo dove la gente comincia ad andare solo a piedi…. chilometri e chilometri.

Abbiamo visto il paesaggio trasformarsi da centro abitato a distesa di verde con alberi alti e coltivazioni di ananas, banane, te, a terra bruciata e arbusti che sopravvivono miracolosamente.

Per non parlare semplicemnte della terra da rossa argillosa di EmBu e Mero a grigia e sassosa nella strada di Wamba.

Della gente e delle persone incontrate vi racconteremo con calma quando torniamo perchè le parole contano poco se non sono accompagnate da foto e filmati.

E in questo momento è veramente difficile utilizzare internet.

Domani ricominciamo a girare per vedere gli outpost di Wamba … chissa che riusciamo ad uscire con la clinica mobile.

Ora chiudiamo il diario per dormire un pò e soprattutto per far riposare il nostro sedere dolorante visto il viaggio che  abbiamo fatto seduti sopra ai nostri bagagli e con oltre 50 chilometri di sterarato e polvere che ci ha fatto veramente saltare!!!!!!

Buona notte.

Giorno 1

Ciao a tutti… sono mesi che qu’ patiscono la siccità e io questa sera sto cercando di trovare un poco di segnale in mezzo ad un prato sotto la pioggia con la Lucia che regge l’ombrello e la Roby fa luce con la pila elettrica!! Anche questa è Africa….

Ma andiamo un poco con ordine….

Questa mattina sveglia alle 7.00 per poter discutere alcune cose con Suor Serafina, Madre Superiora delle Suore della Consolata in Kenia. Poi si parte preso perchè dobbiamo fare un poca di strada ma c’è il traffico e poi il primo giorno ci si deve fermare a cambiare gli euro in scellini, a comprare le ricariche dei telefono per evitare salassi usando i nostri telefoni italiani e sbrigare altre commissioni.

Finalmente verso le 2 del pomeriggio giungiamo a Embu dove ci fermiamo a visitare il centro Carlo Liviero gestito da Suor Mary, ma dove sappiamo che ci aspetta la nostra Suor Alice, sempre sorridente, piena di energia e di nuove idee per il futuro.

E infatti giusto il tempo di mangiare (non proprio un boccone perché qui ci viziano) e si riparte per andare a visitare il dispensario a Gachoka dove una delle consorelle assiste i poveri ma soprattutto le madri e i bambini bisognosi….

Anche qui regna l’ordine e la pulizia (per quanto possibile dato che siamo in mezzo alla savana sabbiosa) e sempre…. una grande dignità…

Sembra strano, e non so spiegarmi il perché, ma la povertà in città è o sembra sempre più brutta, umiliante e poco dignitosa che quando la si trova in mezzo al nulla….

Altra cosa che ci colpisce ogni volta che incontriamo qualcuno qui è che sono sempre contenti e sorridenti…sono solo due volte che vengo in Kenia eppure… non mi capacito ancora che qui non si lamentano e sono felici di quel… praticamente nulla che hanno… Io molto spesso invece ho praticamente tutto e non mi accontento ancora….

Questa sera abbiamo visitato i due centri in cui sono accolti i bambini di strada (gli orfani recuperati veramente tra le immondizie o lungo le strade). In un centro ci sono quelli fino ai 5-6 anni… aspettavano di mangiare ma quando siamo arrivati sono saltati in piedi ridendo soltanto per “battere 5” con questi bianchi venuti da lontano. Poi accortisi che avevamo le macchine fotografiche tutti, in gruppi o da soli, hanno voluto farsi fare una “picia” (picture). Non vi dico quando poi è saltato fuori un sacchetto di “chupa chups”… credo che stiano ancora saltando di gioia…

Nell’altro centro, dove ci sono i ragazzi un poco più grandi, abbiamo portato un decoder “digitale terrestre” e dopo averlo installato con i ragazzi abbiamo tirato fuori anche i dvd di cartoni animati rubati ai nipoti (per l’Africa si scende anche a questi livelli)……..

La tv si guarda fino le dieci e poi i bambini vanno a letto.. e noi con loro….

E’ stata una giornata lunga, intensa e sicuramente non vi abbiamo raccontato tutto… domani ci impegneremo a fare meglio e speriamo di potervi caricare anche le foto.

Buona notte e a domani!!!!!!!!!!!!!!