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Rientrati

Carissimi amici,

siamo rientrati finalmente… o purtroppo. Ognuno di noi è già rientrato nel suo posto nella “vecchia vita” ma lasciando un pezzettino di cuore in Africa, cuore che però è ancora pieno di sensazioni, sentimenti  e ricordi splendidi.

Per salutare chi ha ancora la costanza di leggere questo sito pubblichiamo alcune righe scritte di getto da ognuno dei 3 viaggiatori….

Paolo

Siamo appena rientrati dal nostro viaggio in Kenia e, come al solito siamo ancora carichi e colmi delle sensazioni, degli stati d’animo e delle situazioni che abbiamo vissuto. Siamo partiti pieni di paure ed incertezze ma ora che siamo nuovamente a casa rimane soltanto il cuore e l’anima piena dell’esperienza fatta. A questo mio messaggio seguiranno molte altre testimonianze e racconti, ma ci tenevo a scrivere subito a caldo anche perché io fra alcuni giorni già parto nuovamente per “l’altro mio lavoro”.
Siamo riusciti a fare praticamente tutto quello che ci eravamo prefissi, incontrare i nostri referenti, valutare e controllare le attività svolte laggiù e, più in generale, a parlare con la gente e valutare se quanto ci viene chiesto rispecchia la realtà delle cose. Devo dire a lei e alla comunità che ci sostiene che tutti i nostri sforzi non sono vani e vengono utilizzati al meglio. Abbiamo visto una marea di bambini che correndoci intorno ci ringraziava per il cibo che hanno potuto mangiare grazie ai nostri donatori, ragazze che un poco timide venivano a dirci come stava andando la scuola che frequentano solo perché qualcuno Italia si è privato di qualche cosa, abbiamo pregato insieme alle comunità più diverse per il bene degli amici bianchi e fatto anche molte altre cose. Come forse avrò avuto modo di dire io sono un poco “timido” quando si tratta di chiedere soldi perché sono convinto che non ci sia una causa “migliore dell’altra”, sono tutte buone cause se supportate con il cuore, quindi questo messaggio è solo per rassicurare i moltissimi che ci affidano le loro donazioni e dire loro che i loro sacrifici sono stati ben usati e hanno aiutato molte persone. Vorrei poter essere uno scrittore migliore per descrivere quello che abbiamo vissuto, vorrei poter condividere con loro i sorrisi di benvenuto e far si che tutti potessero vedere quella serie infinita di occhi grandi e stupiti quando veniva detto loro che i “wazungu” (uomini bianchi) erano arrivati soltanto per aiutare loro anche senza conoscerli…. Vorrei.. poter fare molto di più sia per loro che per gli altri…
Credo che quanto ho scritto sia condiviso sia da Lucia sia da Elena ma saranno loro ad esprimere le loro impressioni. Per ora ho una sola certezza.. quella che le cose che abbiamo fatto siano servite a cambiare la vita a molti o almeno ad alleviare le pene a dei fratelli meno fortunati di noi.
Un caro saluto e un GRAZIE di cuore a Tutti quelli che in qualsiasi modo ci aiutano e ci sostengono.
PS
Vorrei anche condividere con tutti quelli che si lamentano della lunghezza delle Messe italiane,  le celebrazioni lunghe due ore o due ore e mezza alle quali abbiamo assistito.
Paolo

 

Elena

Non sono mai stata troppo propensa ad uscire dalla mia zona di comfort. Non è tanto per i luoghi ma per le sensazioni, ho sempre preferito rimanere al sicuro, un po’ per paura un po’ per pigrizia. Questa volta però mi è stata data una possibilità rara e non potevo dire di no. Questa esperienza mi ha aiutato a capire che restare nella propria comfort zone serve a poco. Basta guardare un po’ più in lá per rendersi conto che esiste un mondo che la metà delle persone non immagina nemmeno. Un mondo in cui si riesce a cogliere la bellezza delle piccole cose. La bellezza del sorriso di un bambino quando gli regali la maglietta che hai indosso e che gli piace tanto. La bellezza delle ragazze quando balli con loro e scherzi. La bellezza delle famiglie in difficoltà quando ti interessi a loro. La felicità negli occhi di ogni persona di cui incroci lo sguardo quando cammino per strada. La genuinità della loro gioia e dei loro sentimenti quando ci fai una chiacchierata. Lo stupore quando vedono che a qualcuno di loro importa.
Sono tornata ieri sera e già mi manca, anzi già mi mancano, perché davvero non è descrivibile quello che si prova.
Ho imparato che basta davvero poco per essere felici.
Grazie a chi mi ha permesso di vivere questa esperienza. Grazie a suor Alice e padre Charles e a tutti i volontari che sono coinvolti in questo progetto. Grazie a tutti quelli che mi hanno regalato un sorriso o uno sguardo perché con quei gesti mi avete rubato il cuore. Mi avevano parlato del mal d’Africa ma non ci avevo mai creduto più di tanto.
E invece ad oggi mio trovo a dire che un pezzetto di me rimane lá, e questa esperienza in Kenya rimane in me indelebile come un tatuaggio.
Asante sana rafiki, see you soon 🇰🇪

Lucia

Sono a casa da due giorni,! questo viaggio, così breve così intenso, che ancora non ho realizzato dove effettivamente sono ;perchè se è vero che la casa è dove ci sono i tuoi affetti più cari, devo dire che io sono rimasta in Africa , dai miei bambini, vestiti di stracci e così pieni di sorrisi ,di gioia di vivere nonostante tutto .,   , Sono rimasta a Embu in questa Comunità di Suore che ti  accolgono ,ti coccolano ti fanno sentire sempre una persona speciale. Sono seduta in macchina con Suor Alice che guida gioiosa e ci porta in mezzo al nulla ,Ai confini del mondo ,come ama dire lei, Lei la mia miglior amica che sa leggere nel profondo del cuore tutte le situazioni  e condivide tutto , Il mio cuore è ancora a Wamba .Dio quanto amo questo  pezzetto di terra ,pur con tutte le sue contraddizioni le incertezze. i problemi di ogni tipo ,  , come poter staccarmi dal saluto di quelle due donne completamente cieche, ve vengono dalla savana solo per dirmi  ciao mamaafrica ,come se ci fossimo salutate ieri ed è passato più di un anno!    le uscite con P Charles con i sacchi di farina di fagioli di zucchero , per raggiungere gli asili più lontani , dove arriverebbe sol il vento caldo che solleva la polvere rossa che ti penetra  dappertutto,,i li trovi sotto un’albero i nostri bambini che cantano e imparano tutto ripetendo quello che il maestro insegna, infine non per meno importanza, il nostro ospedale , quando sono entrata in sala operatoria sono stata sopraffatta dai ricordi  ,il Prof Rama la Carla Treccani i nostri oculisti!!!!ora comunque sono rientrata e come sempre faremo del nostro meglio per continuare ad aiutare questi nostri fratelli meno fortunati di noi , io sarò sempre la mano che tiene forte questo legame tra noi e loro Continuate  a starci vicini perchè da soli non andiamo da nessuna parte  , grazie a tutti  Lucia

 

Scusate il ritardo….

Si scusate il ritardo con cui scriviaamo. Ieri era l’ultimo giorno a Wamba e quindi di dovevamo finire tutte le cose lasciate in sospeso. Oh.. siamo in trasferimento e Padre Charles si sente Sgunacher .. quindi perdonate gli errori.

Allo0ra vediamo ieri.. Sveglia alle 6.30 come al solito, colazione e poi alle 8 puntuali passiamo a prendere le divise da consegnare negli asili assieme alle immancabili caramelle e a un poco di cancelleria!!! Passiamo in Parrocchia, prendiamo Padre Charles e via a visitare il primo Asilo. quello della missione. Oltre 200 bambini che3 ci festeggiano, cantano giocano e poi si mettono in fila per essere v vestiti.. Lavoro duro ma con l’aiuto di tutti (noi 3, le maestre e le sarte<) in una oretta ce la fCCIAmo…

Baci abbracci e via verso Narrapai l’asilo del nostro cuore. Durant6b e il tragitto ci viene detto che verrà celebrata anche  la Messa.. o forse no.. Anche questa è Africa se la comunque età sarà celebrata altrimenti soo discussione sui maestri.

Arriviamo c ‘è poca gente e quindi saliamo su una collinetta la vicina e quando scendiamo la piccola costruzione si è riempita.. ma si decide di non celebrare e invece parlare alla comunità della necessità di avere un maestro che istruisca i bambini anche se questo maestro dovesse essere di un’altra tribù.. Ovviamente sempre con traduzione simultanea dall’inglese allo swaili al samburu e viceversa… Dopo una oretta di discussione le donne della comunità vogliono assolutamente un maestro di qualunque  etnia esso sia gli uomini invece de no.. situazione di stallo…  Padre Charles quindi ci dice di distribuire divise e caramelle. La decisione la prenderanno prima o poi e la comunicheranno a Charles… Siamo un poco dispiaciuti ma.. ci rendiamo conto che qualche problema doveva essere messo n c0nto.

Rientro a Wamba per il pranzo e poi in sequenza: Dalle nostre fantastiche Mary & Mary per recuperare alcune collane e braccialetti che abbiamo chiesto di procurarci, trattare e vvalutafre la situazione di alcuni bambini che ci è stata sottoposta, poi alla scuola infermieri per fotografare i tank che  abbiamo acquistato l’anno scorso e salutare la vicedirettrice (studentessa che abbiamo sponsorizzwto per anni), continuiamo con un giro per l’ospedale dove dobbiamo parlare con un medico e la responsabile delle infermieri.

Passaggio veloce alla guesthouse per recuperare ancora alcune casette da portare a Suor Carletta alla scuola di SANTA Teresa. Alle 6 rientriamo o e io mi fermo da Padre >Charles per l’ultima discussione sui nostri prtogrammi. Al mio rientro in “camera” mi dicono che è Arrivato anche il. Vescovo con il quale c ceneremo….

Arrivano le 9.30 che non abbiamo già fiato ne energie e decidiamo che le valige le faremmo domani mattina.

Non abbiamo energia pwe+er scrivere…. scusateci

Cose notevoli.. La Lucia ha finalmente mangiato capra dopo 40 anni!! C’è voluta las benedizione dell’amministratore dell’ospedale (un sacerdote<) che nel dubbio ha anche aggiunto che se la benedizione non avesse funzionato.. beh.. l’osdpedle è a due passi.. Tranquilli Lucia sta bene.

Ho ricevuto in dono da Pa<dre Charles una croce in legno che viene dalla Basilica dei Martiri di Uganda… …

Elena comincia z lasciarsi andare.. Ha promesso prima a Padre Charles e poi al Vescovo Pante che tornerà……

Oggi siamo in viaggio verso Nyeri dove c i separeremo per un giorno.. Elena e Lucia a Embu nelle sicure mani di Suor alice e io a Karatina er poi N>probi per incontri di lavoro (l’altro lavoro quello che svolgo normalmente..).

A presto……

Oh dimenticavo.. In auto abbiamo con noi anche una studentessa che abbiamo aiutato l’anno scorso che deve andare a visitare una nuova xscuiola… 

Sempre tutti fratelli che condividono.. 🙂

sdr
sdr

Prima uscita nella savana

Buongiorno a tutti!!

sono le 3 del pomeriggio e siamo a “casa” in attesa dell’attività del pomeriggio. Vi scriviamo in maniera un poco strana oggi. Cominciamo con Lucia 

Devo dire che sono partita da casa (in Italia) molto preoccupata e stanca però come sempre l’Africa ha un potere magico che è quello di farti sentire subito a tuo agio e a casa. Come sempre ho la sensazione di non essere mai andata via. Ogni gio0rno incontro persone che mi chiamano con il mo nome (mamaafrica) e che mi dimostrano sempre il loro bene. Sembra veramente che l’età (ed è avanzata!!!!) e i dolori (che sono tanti!!!) è come se si sbiadissero e perdano di importanza, anche se arrivata a sera la stanchezza si sente. Continuiamo a portare questo messaggio di amore e fratellanza ovunque andiamo  pur in mezzo alle inevitabili difficoltà e problematiche che ancora troviamo.

L’armonia col gruppo è perfetta e quindi continuiamo a mille!!!!

Elena

Sono spasimata. ma è juna super esperienza nuova e penso che ogni persona dovrebbe provarla almeno una volta nella vita (questo è Paolo: con calma mi moro avanti così!!). Oggi è stata una giornata un poco impegnativa perché siamo andati in macchina fino a Marmaroi con tutto quello che comporta fare una ora di macchina in mezzo al nulla con attraversamento di fiumi e “rosario” compreso… Abbiamo avuto l’occasione di vedere anche quello che succede ai confini del mondo “civile”. Abbiamo anche visto alcune famiglie di babbuini, tantissimi dromedari. Attendoi di vedere solo gli elefanti. Dei quali abbiamo visto solo le loro grandi “cacche”…..

Paolo

A me resta solo da fare il cronista… Sveglia alle 7 colazione e poi via a comprare quaderni, matite e caramelle per i bambini di Marmaroi. Troviamo i negozi chiusi e quindi giriamo un poco fino a che si fanno le compere. Guido io perché Charles è impegnato con altri sacerdoti.

Alle 8.45 si parte il 6 (Noi tre, Charles and le due eroiche sarte Mary e Maria). Una ora di auto nel nulla con attraversamento pauroso di un paio di fiumi e vista di dromedari, capre, scoiattoli, babbuini e .. cacche ti elefante (tantissime)… Arriviamo a destinazione e.. sorpresa.. i bimbi ci attendono sui banchi portati fuori per il caldo.

Al rientro partiamo in 6 poi proseguiamo in 8 due donne che vanno a prendere acqua ci chiedono un passaggio, poi nuovamente in 6 poi in 7.. altra richiesta di passaggio. A casa sani e salvi in un caldo bestiale 8anche per gli africani a quanto ci dicono….

Note informative.. ieri consegnato regali alle ragazze di suor Carletta. Tutti felicissimi,

Le funzioni “corporali” del gruppo si stanno normalizzando

Zanzare come se piovesse!!!!!

Per ora basta c cercherò di caricare il video del viaggio per farvi capire lo stato d’animo.

 

Primi giorni a Wamba

Ciao a tutti,

ci eravamo lasciati ieri pomeriggio in trasferimento e posso dirvi che di lungo trasferimento si è trattato. Arrivati a Wamba verso le 5.30.. giusto in tempo per fare una meritata doccia e cenare e poi… Io ho dovuto aspettare l’ultimo messaggio della Roby perché alle 8.45 tutti erano già a letto praticamente addormentati.

Notte passata indenne tra alcuni insetti che camminavano in camera 8Elena) insonnia e dolori (Lucia) e io che ho dormito come un ghiro!

Prima informazione.. non ci sono più i gruppi di scimmie che passavano sul tetto la mattina e la sera… Scopriremo il perché.

Giornatina leggera..

Sveglia alle 6.20 per partecipare alla prima messa delle 7.00 alla quale ovviamente verremo presentati e dovremo salutare,, Elena agitatissima ma vincerà la timidezza… Piccolo “problema”.. in parrocchia sono arrivati 3 diversi sacerdoti per tin incontro con Padre Chasrles… Questa mattina celebra un sacerdote della Tanzania.. tutto in ki-swaili.. ma la messa dura 2 ore secche!! lungo anche per gli standard africani…

Riceviamo la Dispensa da parte di Padre Charles e quindi possiamo arrivare tardi alla prossima messa che inizia alle 9.30. Ce la prendiamo comoda facciamo colazione e arriviamo alle 10.00 a predica iniziata.. Celebra il Superiore regionale che cerca di sbrigarsi ma imbrocchiamo o in un colpo solo benedizione degli strumenti ospedalieri, doni e benedizione del cibo, perfino una gallina viva ricevuta e benedetta dal sacerdote… segue la classica discussione dei catechisti e,,, la benedizione di una torma di bambini del catechismo e, ci mancava, il primo giuramento nazionale dell’associazione infermieri segue la distribuzione ai catechisti del programma settimanale e un secondo giro di elemosina per i poverissima. Ovviamente il tutto rigorosamente in africano. Noi veniamo chiamati sull’altare alle 12.oo  esattamente 3 ore di messa. Non male!!

Usciti dalla chiesa saluti baci abbracci e organizzazione del pomeriggio 8ma non era domenica oggi???).

Sosta a casa per il pranzo e via a svuotare le valige perché… alle 3 ci aspettano alla scuola infermieri, alle 4 vengono le sarte e alle 5 dobbiamo andare alla scuola di santa teresa.

Per non farci mancare nulla.. alle 2 compare il nuovo amministratore dell’ospedale con il quale parliamo per circa una oretta….

Vi aggiorneremo su tutto in modo dettagliato al nostro ritorno ma per ora vi diciamo che tutto è andato bene le sensazioni sono buone:-)

Questa sera con una “mandria di sacerdoti” chissà che ci aiutino col paradiso…..

Padre Charles, il cappellano, tre sacerdoti in visita, l’amministratore dell’ospedale, tin seminarista (focolarino) e… boh.. forse altri.

Ok adesso sono arrivati.. dopo cerco di caricare le foto…

PS anche oggi vogliono fare le trecce alla Elena… Dei e Lucia non vogliono ma forse ci riesco…

A dopo.

Verso Wamba

Buongiorno amici,

ci eravamo lasciati ieri a Embu con il problema dei fusibili. Questa mattina sveglia alle 6.15 per lai messa in Cattedrale… Ovviamente oggi c’era anche la processione per la “Candelora” prima della Celebrazione svolta rigorosamente in ki-swaili e un poco di inglese. Eravamo pochi ma le 3 suore suonavano tutti gli strumenti possibili ed immaginabili e cant amano.

/.30 colazione con caffè, latte e la pizza rimasta da ieri sera. Per tutti quelli che si preoccupavano perché la >Elena non mangiava… tranquillo si è “sbloccata” sta recuperando.

Veloci tin camera a cercare di chiudere le valige e alle 8.45 in auto per nostra al dispensario ad installare i mitici fusibili.

Cardiografo in ordine er il Dott. Paolo Sambo ha firmato il suo secondo elettrocardiogramma!! Suor Alice ha 72 battiti al m minuto e sembra che il cuore batta!!!

Ciao subito per ac complanare un bim bo a passare il sabato dalla famiglia, in mezzo al nulla, con sosta per salutare tutti e guardare le casette e poi in auto ancora.

Il programma prevedeva di essere verso le 12 ad Archers point ma sono le 12.17 e siamo forse a metà strada.

Ovviamente av rete capito che sono in auto che scrivo queste cose. Credo sia il mio modo di sopravvivere allo stile pazzesco di guida locale. Se scrivo magari mi fa male lo stomaco ma almeno non mi re nudo conto dei rischi che c orriamo o.

Ci fermiamo ovviamente a fare la spesa al centro commerciale (foto di seguito) dove troviamo il vero km 0. Producono le banane a bordo strada e poi ce le vendono sul banchetto 8credo la distanza sia 10 metri).

Menzione speciale e ricordo per Alessandra Titta amante della frutta tropicale. Magari in futuro deciderà di unirsi a noi per un viaggio.

A dopo……

Paolo 

Primi giorni a Embu…

Secondo giorno. 31 Gennaio 2019.
OreSecondo giorno. 31 Gennaio 2019.

 

Ore 6.00 precise l’aereo su cui siamo stati imbarcati ieri sera alle 19.45 atterra a Nairobi, capitale del Kenya. 

Scendiamo, recuperiamo i bagagli sul rullo e passiamo la frontiera senza grossi problemi. Usciamo dal terminal 1A quando ormai il sole ha già fatto capolino all’orizzonte.

Tantissima gente fuori dall’aeroporto ad aspettare turisti, amici, compagni. 

Noi invece aspettiamo suor Alice e suor Susan. Nell’attesa decidiamo di portarci avanti con le cose da fare ed andiamo nel negozietto fuori dall’aeroporto che vende le sim card kenyatte.

Lucia riesce a prenderla, Paolo riesce a prenderla, Elena invece è un po’ più sfortunata e la prenderà nel pomeriggio, quando andremo in città per fare alcune spese.

Finalmente Alice arriva, carichiamo nella macchina le 6 valige e i 3 bagagli a mano e partiamo alla volta di Embu. 

Veniamo informati dei numerosi posti di blocco presenti lungo la strada, tanto che andando avanti la nostra macchina viene fermata ben due volte.

Dopo circa tre ore di macchina arriviamo alla scuola di Embu. 

Il primo bambino che incontriamo si chiama Obama, un piccoletto dolcissimo, e già dai suoi occhi traspare la contentezza nel vederci. 

Poco dopo, per la ricreazione tutti i bambini escono dalle classi e ci vengono incontro con dei sorrisoni enormi e ci salutano, ci danno il 5, ci stringono la mano, come se fossimo stati sempre qua.

Dopo aver mangiato con le “sisters” riposiamo un po’ (abbiamo fatto un piccolo pisolino di due ore) per recuperare il sonno perso in aereo e partiamo con suo Alice verso il centro della città; tappe previste: banca, Safaricom e supermercato.

Primo step: banca per cambiare i soldi per le spese varie, Lucia ed Elena aspettano fuori, mentre Paolo e Alice si occupano della contrattazione.

Quando escono dall’ufficio ci siamo mossi verso il negozio di telefonia Safaricom per risolvere alcuni problemi con le sim card acquistate la mattina, con cui no riuscivamo ne a navigare ne tantomeno a chiamare a casa. Dopo parecchia attesa decidiamo di dividerci: Suor Alice, Lucia ed Elena vanno verso il supermercato, mentre Paolo rimane in negozio per cercare di  risolvere i problemi con i telefoni.

Primo problema: ci siamo accorti che muoversi per Embu alle 5 del pomeriggio può essere un problema.. il sole comincia a calare la temperatura diventa leggermente più fresca e proprio per questo motivo il mercato apre, il che porta alla conclusione che l’afflusso di persone in giro per la strada (già di per se abbastanza consistente) diventa esagerato.

Secondo problema: con Paolo non ci eravamo capiti molto bene su dove trovarci quando lui avesse finito.

Terzo problema: Paolo non aveva il tlefono con la sim card del Kenya perché lo aveva lasciato alla Elena. Come lo dovevamo contattare? Alla fine per fortuna tutto è bene quel che finisce bebe..Paolo è riuscito a comperare la sim e ha chiamato dicendo di recuperarlo al negozio.

Dopo averlo caricato siamo andati in supermercato. Abbiamo fatto degli acquisti personali, legumi, deterisivi ma soprattutto abbiamo comprato TRE PALLONI DA CALCIO, qua costano parecchio, infatti nessuno li ha.

Dopo gli ultimi acquisti, siamo tornati a casa, impazienti di sorprendere i bambini e i ragazzi con il mega regalo che gli avevamo fatto.

Abbiamo aspettato che si sedessero nella sala comune dove mangiano di solito e poi Suor Alice ci ha ufficialmente presentati. Prima ha consegnato i sacchettini di caramelle che avevamo portato dall’Italia (per noi è normale, loro le mangiano si e no due volte l’anno) e poi gli ha detto del regalo.

Le loro facce quando hanno sentito che i palloni che avevamo in mano erano per loro.. qualcosa di davvero indescrivibile.

Dopo questo momento emozionante siamo andati anche noi a mangiare e poi subito a letto a recuperare il sonno e le forze persi in due giorni interi di viaggio.

 

 

Giorno 3. 1/02/2019

Ci svegliamo il terzo giorno decisamente riposati, ci voleva una bella nottata di sonno.

Ore 7.30 colazione con le sisters e poi subito operativi.

Prima tappa: dispensario. Una sorta di insieme di ambulatori dove le persone si recano per farsi visitare. Ma cosa ci facciamo al dispensario? Dovete sapere che da casa abbiamo portato fino in Kenya un macchinario (che è stato donato all’associazione) che serve per fare elettrocardiogrammi; ne avevano bisogno perché quello del dispensario era rotto, e uno strumento del genere è necessario. Oltre a questo sapendo che questo posto è molto frequentato da madri con bambini anche molto piccoli, addirittura quasi neonati, abbiamo portato due borse piene di vestiti per bambini piccolissimi (body, pantaloncini, tutine, mutandine, ecc.), in modo tale che suor Susan, in caso di bisogno li possa dare a qualche mamma del posto.

Tornati dal dispensario montiamo in macchina con Cosmas (autista) e suor Mary, entrambi molto giovani, e torniamo in citta per andare al centro di prima accoglienza di Embu dove sono ospitati i bambini tra gli 0 e i 6 anni. Anche lì abbiamo lasciato un borsa di vestiti e scarpine, ma soprattutto siamo riuciti a consegnare 12 sacchi di latte in polvere, donazione che ha reso le sister super entusiaste e un po’ emozionate. 

Ma era quasi ora di pranzo quando siamo arrivati alla scuola cosi, dopo aver salutato i più grandini, con alcune maestre siamo andate dai più piccolini (età di circa un anno) e assieme gli abbiamo dato da mangiare.

Successivamente sempre dentro a questa struttura abbiamo visitato la “scuola di parrucchiere” (volevano farci le treccine, CON LE EXTENTION) e la “scuola di sartoria” dove abbiamo comprato un paio di regalini.

Siamo poi dovute rientrare perché, che oggi non ha potuto venire con noi causa riunione, si era raccomandata di tornare a casa entro l’una in modo da mangiare tutti assieme. Quindi montiamo in macchina, con noi anche due ragazze francesi che dovevamo portare alla scuola, e corriamo verso casa, arrivando giusto in tempo per il pranzo.

 

Giusto un aggiornamento…

Incontrato due cooperanti francesi che sono infermiere. Abbiamo chiesto che ci aiutino0 a fare un elettrocardiogramma fatto bene. Accettano di buon grado.. andiamo al dispensario… e lo strumento nuovo non funziona più….

Io che sono un orticoltore ho seguito sicuramente dei corsi di elettronica ed elettrotecnica e quindi… ci ho messo 1 ora a scovare due maledetti fusibili fulminati…. Missione del pomeriggio… trovare 2 fusibili per far partire lo strumento. Vi faremo sapere…

Anche per le foto aspettate la serata e forse la dolce brezza Keniota ci permetterà di tornare online… 

Ciao ciao

 

Primo giorno… in viaggio!!

Primo giorno di viaggio. 30 Gennaio 2019.

In questo momento siamo seduti sulle poltrone dell’aeroporto Charles De Gaulle di Parigi, in attesa della coincidenza con il volo che ci porterà a Nairobi.

Oggi va così, un sacco di ore di volo e un sacco di ore di attesa per iniziare questo nuovo viaggio.

Stiamo sistemando i programmi per questi giorni e stiamo organizzando tutto quello che bisogna fare e i posti in cui dobbiamo passare.

A Parigi c’è la neve ha deciso di imbiancare un po a chiazze il paesaggio delle colline francesi, e il tempo non è proprio dei migliori purtroppo; sono solo le 4.30 del pomeriggio e sembra già sera, le luci dell’aeroporto sono già accese e danno all’ambiente una luminosità innaturale.

Strano pensare che domani, a quest’ora avremo davanti un paesaggio completamente diverso, particolare, suggestivo e soprattutto molto caldo.

Viaggeremo tutta la notte, speriamo di addormentarci bene e di svegliarci direttamente in Kenya domani mattina, in modo da soffrire un po meno del lungo viaggio da seduti.

Postilla: ringraziamo i nostri taxisti/facchini, Buso, Roby e Paola che oggi hanno potuto accompagnarci in aeroporto e scarrozzarci le 6 valige che altrimenti avremmo dovuto trascinare non si sa come.

Beh per questa giornata è tutto. Di sicuro i prossimi giorni ci sarà molto altro di cui parlare. (ELENA)

Aggiungo due parole io semplicemente per confermare che tutto è andato bene a parte il fatto che a Parigi abbiamo mangiato soltanto un panino che non ci ha soddisfatto troppo.. però le brioches al cioccolato… valevano veramente!!

Abbiamo  completato gli acquisti delle cose  che ci servivano tipo.. bottigliette di acqua minerale in plastica… ci serviranno da domani in giro per il Kenya.

Nonostante non abbiamo fatto molto oggi siamo tutti assonnati.. ma va bene così.. stiamo caricando le batterie…

A domani!!!!!

Gustando le leccornie francesi!
Donne e “social”
Chi dorme e chi… scrive per voi!!

 

Si riparte…..

Cari Amici e sostenitori dopo lunga assenza dal sito ci ritroviamo!

Si siamo di nuovo in partenza per il nostro annuale tour delle comunità/scuole che cerchiamo di aiutare.

Come al solito la situazione e le sensazioni sono sempre le stesse e, come al solito, un poco diverse! la confusione è massima (vi risparmio le foto) con la casa invasa da magliette, scarpette, cappellini, foulard ma anche forbicine chirurgiche, latte in polvere, caramelle e medicinali vari. Questa volta ci siamo superati! Proveremo a portare anche un elettrocardiografo completo di piastre per la rianimazione per il dispensario di EMBU. Se non torno a breve.. cercatemi nelle carceri di Nairobi. Sensazioni anche nuove perché la voglia di tornare è tanta ma questa volte la Roby non verrà ma risarà un’altro membro della famiglia. Verrà con la Lucia e me anche mia (e della Roby) nipote Elena nella speranza che venga “fulminata sulla via di Wamba” e che poi voglia tornarci e tornarci e tornarci e tornarci……

Questa volta siamo anche un poco spaventati… sapete leggere o sentire di un rapimento e di una bomba dall’altra parte del mondo è una cosa… pensare che domani saremo … proprio la.. fa una certa differenza ma.. ci dicono che tutto va bene e tutto è tranquillo quindi….

Ci impegniamo a tenervi aggiornati e la Elena (nativa digitale) dice che vi tempesteremo anche sui “social”… boh!!!

Per ora sono in ufficio con tutta l’elettronica possibile e immaginabile (telefoni, portatile, e-book, iPad, macchine fotografiche ecc.)… poi si vedrà!!

Il Giro sarà più o meno il solito.. iniziamo con l’orfanotrofio della Carlo Liviero home a Embu poi ci sposteremo a wamba per visitare un poco tutto (asili, scuole ospedale, scuola infermieri, scuola di santa teresa ecc.). Rientriamo, girando intorno al monte Kenya a Nyeri per la scuola di Gikondi dove io mi fermerò per lavoro dell’università mentre Lucia e Elena procederanno per Embu.

Per oggi basta perché devo correre a casa a infilare non più di 5 kg di vestiti in quello che resta delle nostre 6 valigione.

Ci sentiamo domani da Parigi e poi dal Kenia.

Seguiteci e.. buon divertimento”

paolo

 

 

 

Giorni 8 e 9 Sulla via del ritorno

Ieri pomeriggio siamo arrivati ad Embu…finalmente dopo una partenza mattutina da Wamba.

Ma non manchiamo di aggiornarvi visto che sono passati due giorni senza la possibilità di scrivere visto la mancanza di corrente e il poco tempo a nostra disposizione per fermarci e riflettere.

Appena arrivati, in attesa che i ragazzi della Carlo Liviero home si sedessero per la cena senza corrente elettrica (anche qui stesso problema di Wamba) ci siamo seduti sul portico della scuola per scrivere il nostro diario di viaggio ma abbiamo ben volentieri posticipato perché la sana e spontanea curiosità dei bambini ha avuto la precedenza rispetto al nostro impegno: si sono piano piano avvicinati a noi e hanno cominciato a farci un sacco di domande a cui non ci siamo sottratti di rispondere. Con grande felicità ci siamo fatti circondare da loro e ci siamo fatti letteralmente travolgere da quel momento di spontaneità. Anche questo è stato un successo ….anzi un grande successo perché loro stessi ci hanno riconosciuti come amici senza che nulla venisse imposto da nessuno.

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Non è mancata la sorpresa finale di cena preparata all’aperto tutti insieme a lume di fari ai auto perché il problema di assenza di luce si è prolungato per tutta la notte…nessuno si è però scoraggiato anzi tutti si sono divertiti moltissimo mangiando cantando e animando una sorta di “falò” improvvisato sotto le stelle.

Ora sono le 6 di mattina e come noi che stiamo scrivendo anche i ragazzi hanno ricominciato il loro lavoro riordinando le aule ma soprattutto studiando visto che festa e assenza di corrente non hanno potuto terminare i compiti ieri sera.

Andiamo per ordine e cominciamo da dove abbiamo interrotto il nostro diario.

Lunedì, giorno all’apparenza tranquillo, in realtà frenetico per visitare l’asilo della parrocchia e altre tre outstation con relativa consegna di divise che sembrano non bastare mai.

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L’ultima di queste outstation è Narrapai … sembra incredibile ma nemmeno il vento della Savane può scalfire la nostra cucinetta in lamiera costruita prima della scuola in muratura … utilizzata con attenzione e accuratezza per cucinare il cibo che regolarmente forniamo alla comunità.

Il pomeriggio invece l’abbiamo dedicato allo shopping al mercato di Wamba per completare le dotazioni che abbiamo promesso a due ragazzine orfane di genitori che devono continuare i loro studi nelle boarding school vicine alla parrocchia…carta igienica, sapone, dentifricio, scarpe per la scuola, lucido da scarpe, calzini per la divisa, ciabatte per lavarsi, secchio e sapone per bucato, pane, olio, coperta …lo stretto necessario per vivere all’interno della scuola che le accoglie.

Nel tardo pomeriggio non abbiamo mancato però di salutare Suor Carletta e le ragazze della secondaria school Santa Teresa, un gioiello di scuola e di studentesse che studiano con vero impegno.

La sera e il buio sono arrivati in un batter d’occhio ma non mancano le ultime chiacchere a cena con l’amministratore dell’ospedale e p. Charles come se ci conoscessimo da sempre.

Martedì. Giorno di partenza per avvicinamento a Nairobi.

Il nostro driver p. Charles ci accompagna fino all’Equatore dove dobbiamo incontrare p. Bonifice per la visita alla scuola secondaria femminile di Ghicondi.

È giorno di entrata delle studentesse dalla prima classe per cui l’attività è frenetica per lo staff della scuola ma non sfugge alla nostra attenzione la crescita della scuola in continua evoluzione.

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E’ giunto il momento di salutare Suor Alice, Lucy, Genny e Susy e come farlo.. senza prendere una fotografia!!!!!

Grandi donne, sempre sorridenti che si spendono senza limiti per questi 210 bambini!!!!!!!!

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Cercheremo di farci sentire che oggi ma non assicuriamo nulla:
Per ora.. buona giornata a tutti.

 

 

Giorno 7 Una Domenica “bestiale”..

Oggi giorno festivo e ci prepariamo a santificare la domenica: cosa significa?

Sveglia alle 6.20 per prepararci da soli un caffè e una veloce colazione per affrontare così la prima messa alle ore 7.30 … non sappiamo infatti se ci sarà tempo tra la prima e la seconda quindi meglio portarci avanti.

Questa è una cerimonia semplice a cui partecipano le ragazze della Secondary School S. Teresa (non sono ancora arrivate tutte a scuola e solo loro riempivano mezza chiesa) le studentesse della scuola infermieri (a ranghi ridotti perché impegnate nei tirocini fuori Wamba). L’altra ala della chiesa invece era occupata dai ragazzi della Wamba Boys.

In questa occasione le ragazze hanno dato veramente il massimo con le loro voci animando con tanti canti la messa che è durata solamente un ora e mezza.

Devo anche dire che oramai ci siamo integrati anche con la lingua perché pur non capendo nulla dalla lettura del vangelo di oggi (immaginiamo fosse Kswahili) ne abbiamo compreso il significato dalla predica di P. Charles (Inglese e Kswahili)…. Ebbene il significato era centrato sul fatto che le distanze si accorciano e la luce del signore è uguale per tutti.

Non male abbiamo fatto un ulteriore passo avanti con la lingua.

Ovviamente non è mancato, poco prima del termine della Messa, l’invito di P. Charles sull’altare per dire qualcosa e presentarci: questa volta siamo stati noi a stupire lui perché immaginando che ciò sarebbe avvenuto ci siamo preparati.

Ci siamo presentati con una candela rossa con attaccata una preghiera che avevamo acquistato dall’AC prima di Natal e spiegandone il significato l’abbiamo accesa e posta sull’altare.

Una volta tanto siamo stati noi a lasciare senza parole il parroco.

Per ricevere più assoluzioni possibili non ci siamo fatti mancare di partecipare anche alla seconda Messa che questa volta è cantata dal coro dei grandi e animata con balli dai ragazzi delle scuole primarie.

E anche questa volta abbiamo acceso una seconda candela ponendola sull’altare. Ci siamo però limitati ad una breve presentazione e spiegazione perché la messa aveva già superato abbondantemente le due ore ( e perché Palo non era in grado di tradurre discorsi troppo complicati in inglese) dopo avere ascoltato uno dei catechisti per circa 20 minuti e dove la temperatura in chiesa di era fatta veramente calda.

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Siamo comunque sopravvissuti.

Il dopo è stato un relax … ci siamo concessi un pomeriggio in safari.

Due ore da Wamba e con una “raccomandazione” dl nostro boss siamo entrati nella riserva naturale nei pressi di Arcers Post …. giraffe, elefanti, impala, gazzelle, dik dik (che non è il famoso gruppo musicale italiano degli anni 60-70) babbuini e tante scimmie dai “cabasisi” (se non conoscete il termine consultare il dizionario di Camilleri) azzurri … Una natura incontamiata e stupenda….

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E, aggiunge Paolo, i leoni non lo hanno mangiato così il 17 ci sarà l’esame come previsto!!!!! Anche per i quattro moschettieri!

Peccato che è durato poco ma ciò è bastato per far distrarre il nostro parroco P. Charles dai molteplici impegni che lo travolgono.

Concludiamo questa giornata con una riflessione:

nonostante la gioia e l’allegria con cui ve la abbiamo descritta.. anche oggi è stata una giornata di “lavoro” e di “riflessioni profonde sui problemi di qui”…. Per tutta la descrizione oggi abbiamo omesso di parlare della bambina rimasta orfana e sieropositiva a cui mancano anche le scarpe per entrare a scuola o non vi abbiamo detto che da ieri sabato pomeriggio la parrocchia è senza corrente e questo è successo anche il 31 dicembre durante la celebrazione eucaristica serale con la chiesa piena di gente che pregava.

E adesso, che abbiamo appena accompagnato P. Charles al suo alloggio, ci ha fatto tenerezza e contemporaneamente tristezza vedere questo omino che vive solo al buio e che usava la nostra pila frontale per riuscire ad andare a casa o per preparare le letture della messa di domani mattina,,,.

Penseremo a qualche possibile soluzione.. e ve la faremo conoscere 😉

Buona notte.