Primi giorni a Embu…

Secondo giorno. 31 Gennaio 2019.
OreSecondo giorno. 31 Gennaio 2019.

 

Ore 6.00 precise l’aereo su cui siamo stati imbarcati ieri sera alle 19.45 atterra a Nairobi, capitale del Kenya. 

Scendiamo, recuperiamo i bagagli sul rullo e passiamo la frontiera senza grossi problemi. Usciamo dal terminal 1A quando ormai il sole ha già fatto capolino all’orizzonte.

Tantissima gente fuori dall’aeroporto ad aspettare turisti, amici, compagni. 

Noi invece aspettiamo suor Alice e suor Susan. Nell’attesa decidiamo di portarci avanti con le cose da fare ed andiamo nel negozietto fuori dall’aeroporto che vende le sim card kenyatte.

Lucia riesce a prenderla, Paolo riesce a prenderla, Elena invece è un po’ più sfortunata e la prenderà nel pomeriggio, quando andremo in città per fare alcune spese.

Finalmente Alice arriva, carichiamo nella macchina le 6 valige e i 3 bagagli a mano e partiamo alla volta di Embu. 

Veniamo informati dei numerosi posti di blocco presenti lungo la strada, tanto che andando avanti la nostra macchina viene fermata ben due volte.

Dopo circa tre ore di macchina arriviamo alla scuola di Embu. 

Il primo bambino che incontriamo si chiama Obama, un piccoletto dolcissimo, e già dai suoi occhi traspare la contentezza nel vederci. 

Poco dopo, per la ricreazione tutti i bambini escono dalle classi e ci vengono incontro con dei sorrisoni enormi e ci salutano, ci danno il 5, ci stringono la mano, come se fossimo stati sempre qua.

Dopo aver mangiato con le “sisters” riposiamo un po’ (abbiamo fatto un piccolo pisolino di due ore) per recuperare il sonno perso in aereo e partiamo con suo Alice verso il centro della città; tappe previste: banca, Safaricom e supermercato.

Primo step: banca per cambiare i soldi per le spese varie, Lucia ed Elena aspettano fuori, mentre Paolo e Alice si occupano della contrattazione.

Quando escono dall’ufficio ci siamo mossi verso il negozio di telefonia Safaricom per risolvere alcuni problemi con le sim card acquistate la mattina, con cui no riuscivamo ne a navigare ne tantomeno a chiamare a casa. Dopo parecchia attesa decidiamo di dividerci: Suor Alice, Lucia ed Elena vanno verso il supermercato, mentre Paolo rimane in negozio per cercare di  risolvere i problemi con i telefoni.

Primo problema: ci siamo accorti che muoversi per Embu alle 5 del pomeriggio può essere un problema.. il sole comincia a calare la temperatura diventa leggermente più fresca e proprio per questo motivo il mercato apre, il che porta alla conclusione che l’afflusso di persone in giro per la strada (già di per se abbastanza consistente) diventa esagerato.

Secondo problema: con Paolo non ci eravamo capiti molto bene su dove trovarci quando lui avesse finito.

Terzo problema: Paolo non aveva il tlefono con la sim card del Kenya perché lo aveva lasciato alla Elena. Come lo dovevamo contattare? Alla fine per fortuna tutto è bene quel che finisce bebe..Paolo è riuscito a comperare la sim e ha chiamato dicendo di recuperarlo al negozio.

Dopo averlo caricato siamo andati in supermercato. Abbiamo fatto degli acquisti personali, legumi, deterisivi ma soprattutto abbiamo comprato TRE PALLONI DA CALCIO, qua costano parecchio, infatti nessuno li ha.

Dopo gli ultimi acquisti, siamo tornati a casa, impazienti di sorprendere i bambini e i ragazzi con il mega regalo che gli avevamo fatto.

Abbiamo aspettato che si sedessero nella sala comune dove mangiano di solito e poi Suor Alice ci ha ufficialmente presentati. Prima ha consegnato i sacchettini di caramelle che avevamo portato dall’Italia (per noi è normale, loro le mangiano si e no due volte l’anno) e poi gli ha detto del regalo.

Le loro facce quando hanno sentito che i palloni che avevamo in mano erano per loro.. qualcosa di davvero indescrivibile.

Dopo questo momento emozionante siamo andati anche noi a mangiare e poi subito a letto a recuperare il sonno e le forze persi in due giorni interi di viaggio.

 

 

Giorno 3. 1/02/2019

Ci svegliamo il terzo giorno decisamente riposati, ci voleva una bella nottata di sonno.

Ore 7.30 colazione con le sisters e poi subito operativi.

Prima tappa: dispensario. Una sorta di insieme di ambulatori dove le persone si recano per farsi visitare. Ma cosa ci facciamo al dispensario? Dovete sapere che da casa abbiamo portato fino in Kenya un macchinario (che è stato donato all’associazione) che serve per fare elettrocardiogrammi; ne avevano bisogno perché quello del dispensario era rotto, e uno strumento del genere è necessario. Oltre a questo sapendo che questo posto è molto frequentato da madri con bambini anche molto piccoli, addirittura quasi neonati, abbiamo portato due borse piene di vestiti per bambini piccolissimi (body, pantaloncini, tutine, mutandine, ecc.), in modo tale che suor Susan, in caso di bisogno li possa dare a qualche mamma del posto.

Tornati dal dispensario montiamo in macchina con Cosmas (autista) e suor Mary, entrambi molto giovani, e torniamo in citta per andare al centro di prima accoglienza di Embu dove sono ospitati i bambini tra gli 0 e i 6 anni. Anche lì abbiamo lasciato un borsa di vestiti e scarpine, ma soprattutto siamo riuciti a consegnare 12 sacchi di latte in polvere, donazione che ha reso le sister super entusiaste e un po’ emozionate. 

Ma era quasi ora di pranzo quando siamo arrivati alla scuola cosi, dopo aver salutato i più grandini, con alcune maestre siamo andate dai più piccolini (età di circa un anno) e assieme gli abbiamo dato da mangiare.

Successivamente sempre dentro a questa struttura abbiamo visitato la “scuola di parrucchiere” (volevano farci le treccine, CON LE EXTENTION) e la “scuola di sartoria” dove abbiamo comprato un paio di regalini.

Siamo poi dovute rientrare perché, che oggi non ha potuto venire con noi causa riunione, si era raccomandata di tornare a casa entro l’una in modo da mangiare tutti assieme. Quindi montiamo in macchina, con noi anche due ragazze francesi che dovevamo portare alla scuola, e corriamo verso casa, arrivando giusto in tempo per il pranzo.

 

Giusto un aggiornamento…

Incontrato due cooperanti francesi che sono infermiere. Abbiamo chiesto che ci aiutino0 a fare un elettrocardiogramma fatto bene. Accettano di buon grado.. andiamo al dispensario… e lo strumento nuovo non funziona più….

Io che sono un orticoltore ho seguito sicuramente dei corsi di elettronica ed elettrotecnica e quindi… ci ho messo 1 ora a scovare due maledetti fusibili fulminati…. Missione del pomeriggio… trovare 2 fusibili per far partire lo strumento. Vi faremo sapere…

Anche per le foto aspettate la serata e forse la dolce brezza Keniota ci permetterà di tornare online… 

Ciao ciao

 

2 commenti su “Primi giorni a Embu…”

  1. Leggo il vostro racconto e rivedo i luoghi e le persone che citate con i miei occhi…. sono proprio lì con voi

  2. Grazie per questo diario di viaggio e delle foto che arrivano sui gruppi whatsapp. Sembra di essere lì con voi a provare le vostre gioie e le vostre fatiche. Prego per voi. Che Dio vi benedica sempre.

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