Diari

Il ritorno

La fine del viaggio!!!

Carissimi tutti come alcuni di voi sicuramente già sanno siamo tornati sani e salvi! Arrichhiti da questa esperienza e pieni di gratitudine per chi ci ha permesso di fare questa esperienza e per voi che sorprendentemente avete fatto salire alle stelle (oltre 2600) le visite a questo brogliaccio.

Come degna conclusione vorremmo farvi ancora leggere 3 brevi paragrafi scritti da noi che riportano… le nostre impressioni locali!!

Un caro abbraccio a tutti e a.. rivederci presto per i prossimi viaggi!!!

Le donne (Roby)

Siamo atterrati a Venezia alle 9 circa stanchi, assonnati, sudati e puzzolenti ma comunque contenti di ritornare a casa nostra.

Resta da tirare le somme di come è andata l’esperienza a WAMBA.

Immagino che gli altri compagni di viaggio parleranno delle grandi emozioni suscitate dai bambini negli asili e per quello che ci erano prefissati di fare e che abbiamo portato a termine. Spero di non risultare insensibe facendo la “diversa” parlandovi di un altro aspetto che mi ha colpito particolrmente e di cui poco si parla (non che i bimbi non mi piacciano ma già li conoscevo dai racconti di Paolo e Lucia).

Le DONNE.

Sono consapevole che in pochi giorni di esperienza  non posso aver capito e visto tutto e non ho la presunzione di avere la verità in tasca, ma è certo che ho avuto modo di vedere ed incontrare molte donne che poco chiedono per se.

Una gran varietà: giovani e vecchie, bianche e nere, ” ricche” e povere, che hanno studiato e non.

Nulla di strano se non fosse che merita spendere alcune parole per tutte loro in quel specifico paese.

Ci sono donne che nemmeno si vedono sotto il loro carico di merce che faticosamente trasportano sulle loro spalle e camminano ai bordi di una strada per chilometri e chilometri.

E cosa dire di quelle bambine che già sono donne e portano sulla loro schiena piccoli bambini che a volte sono i fratellini a volte sono già i propri figli.

Ricorderò sempre con piacere Mary, Amina,Maria, Josefine e tante altre di cui non ricordo il nome che lavorano come insegnanti presso asili, le scuole femminili, primarie, secondarie e professionali: hanno già percorso la strada scolastica e adesso trasmettono con grande entusiasmo la loro esperienza e conoscenza scolastica ad altre ragazze più giovani.

Ho conosciuto delle altrettante splendide, prima di tutto, donne come suor Serafina, suor Carletta, suor Linda e le altre consorelle impegnatissime a dirigere e coordinare le scuole che accolgono un gran numero di studentesse che possono e non possono permettersi di andare a scuola. Tutte cercano di offrire una possibilità di realizzazione mediante lo studio alle proprie studentesse superando situazioni di disagio e degrado.

Suor Giovanna Pia che guida con autorevolezza il personale ospedaliero ma sopratutto conosce tutto di tutti; per non parlare di Ester, Agnese e tutto il personale dell’ospedale che si applica con attenzione alle problematiche relative alla salute.

Le stesse ragazze che frequentano i diversi istituti scolastici che hanno una voglia di studiare e alimentare le loro conoscenze a tal punto che accettano anche di dormire in piccole baracche di legno e lamiere, di mangiare in un refettorio privo di finestre, pavimento e tavoli, di fare lezioni in aule con banchi insufficienti per tutte loro pur di avere una possibilità nella vita. Il tutto fatto sempre con il sorriso sulle labbra.

Hanno voglia di riscattare se stesse.

Donne semplici come Evelin la segretaria della missione, Mary la sarta, le ragazze della gest house:donne dai sorrisi solari che riescono a superare la diversità linguistica e si fanno in quattro per farsi capire e farti sentire a casa.

Suor Alice, suor Maria e le altre sorelle che accolgono e insegnano ai bambini di strada per strapparli così ad un mondo troppo adulto per la loro età.

Per non parlare delle donne povere della savana che vivono nelle magnate: accudiscono i figli, vanno a prender l’acqua, si occupano della capanna. E poi ad un tratto in mezzo al nulla  come macchie di colore sono le stesse donne che si muovono singolarmente percorrendo a piedi moltissimi chilometri. Basta sedersi sotto un albero di acacia in mezzo a loro per sentire che piano piano ti concedono il loro sorriso e a quel punto non c’è diversità tra me e loro, non conta il colore della pelle, non conta la lingua che parli.

Bastano i gesti: basta una foto perchè si avvicinino a te curiose di rivedersi nella macchinetta;un sorriso ed una carezza al loro bimbo che portano sulla schiena; è sufficiente che Vanda prima di lasciare un out post in cui eravamo in visita si tolga le sue ciabatte per donarle a una di loro che è scalza per ricevere un grazie e una benedizione in Samburu.

E allora le lacrime ci rigano il viso.

Un giorno speciale in giro per gli asili (Lucia)

Un giorno speciale in giro per gli asili

 

Come una giornata qualunque può diventare un giorno speciale.

È accaduto oggi quando con padre Franco siamo andati a consegnare le divise in due asili della parrocchia di Wamba.

I bambini non erano stati avvisati e neppure gli insegnanti, nonostante ciò siamo stati accolti da grandi sorrisi.

Al primo asilo, quello di Milimani, c’ero già stata altre volte, oltre alla divisa abbiamo portato materiale didattico e naturalmente le caramelle.

Sorrisi, gioia, canti hanno accompagnato la “vestizione”. Le bambine con il grembiule lungo fino ai piedi che loro amano tanto!

Il tempo purtroppo scorre troppo in fretta in queste occasioni, perciò di corsa per la consegna ad un’altra scola materna.

Qui scatta la commozione fino alle lacrime.

Il maestro stava scrivendo alla lavagna, mentre i bambini con i gessi scrivevano sul pavimento tutti seduti per terra.

Qualcuno si è spaventato nel vedere i nostri volti “pallidi” e per loro stranieri.

Ma è bastato sedersi per terra in mezzo a loro, aspettare pochi minuti per permettere di venire pian piano ad accovacciarsi fra le braccia.

Mai, mai più dimenticherò quegli sguardi, quell’abbandono ad una carezza ad una coccola sentire il loro cuore battere forte vicino al mio.

Mentre Roberta, Mary e il maestro continuavano a far indossare la divisa nuova a tutta la classe, io mi sono lasciata perdere in questo abbraccio e le lacrime sono scese copiose ma serene sul mio viso.

Ho guadato l’orologio ore 12.30, ora di pranzo, mi guardo intorno ma di cibo nemmeno l’ombra.

Ho chiesto informazione, mi è stato risposto che il governo non fornisce il cibo da almeno 20 giorno. Noi avevamo solo caramelle, mi sembrava veramente poco, però purtroppo oggi è andata così.

Devo dire la verità, non sarei mai andata via, mi ha aiutato a farlo quando alla fine assieme a loro abbiamo cantato una canzoncina in italiano, che loro naturalmente hanno imparato subito.

Ora è scesa la notte, fuori il cielo è stellato, c’è la luna piena ma il vento soffia forte e io penso che i “miei” bambini rannicchiati nella loro capanna potrebbero aver freddo.

Rivedo i loro occhi dolci, profondi, occhi di bimbi speciali, che sanno sorridere e gioire anche per una caramella, un abbraccio.

Buona notte piccoli miei, sognate la vostra divisa nuova che vi rende ancora più belli e grazie per la lezione che anche questa volta mi avete donato.

Astante sana mamma africa.

La mia seconda esperienza (Paolo)

Eccoci alla fine del viaggio già sepolto dal lavoro che ho trovato sulla scrivania ad aspettarmi.

Cerco di fare una selezione tra le moltissime cose che mi porto a casa dopo questo secondo viaggio a Wamba.

Di sicuro è stata un’esperienza più ragionata che ha avuto momenti puramente “emotivi” (come non commuoversi davanti a certe situazioni) ma anche aspetti più ragionati e meditati soprattutto in funzione del mio nuovo ruolo in Associazione.

Sono tornato in Italia stanco ma pieno di una carica nuova, ancora più convinto che noi si debba fare, che si debba continuare a fare. E’ strano perchè le persone che incontriamo durante i nostri viaggi ci ringraziano per quello che diamo e portiamo ma soprattutto per la carica che diamo loro per il supporto che ricevono sapendo che in Italia c’è gente che “lavora con loro”. Io quando torno sono a mia volta carico di energia (mentale almeno) e di nuove idee e propositi da mettere in atto per cercare di fare un pochino di più.

Scusatemi se sembro, e magari sono, sconclusionato ma è esattamente come mi sento da quando sono rientrato. C’è una parte della mia esperienza che è sicuramente troppo intima e personale da poter essere descritta e condivisa (e per questo mi scuso con voi) e una parte, che  è data da un marasma di emozioni, sensazioni, suoni, colori, gusti odori che non riesco ad organizzare e forse a capire completamente in modo da poterle descrivere correttamente.

Mi restano nella mente i sorrisi di tutti quelli che ho incontrato tanto da farmi pensare che uno più è povero più sorride.. forse perchè chi è povero riescie a dare il giusto peso alle cose…

Mi restano in mente le splendide persone che ho incontrato siano esse uomini o donne, religiosi o meno.. splendidi per la loro dedizione per la loro generosità per il loro essere completamente per gli altri….

Mi restano in mente i cieli stellati e le immense distese che ti fanno pensare a Dio…..

Mi restano in mente, scusate l’escursus professionale, gli studenti dagli asili alle scuole di maggiore livello, per quanto sono motivati e tenaci per come realizzano che l’istruzione sia un mezzo per crescere e migliorarsi nello spirito e nella vita……

Mi restano in mente le parole di Emilio che dopo 10 giorni a Wamba come oculista ha detto: “noi siamo abituati ad essere ringraziati perchè diamo agli altri di nuovo la vista ma ora dobbiamo ringraziare l’Africa per avere dato a noi una nuova vista/visione della vita!”

Credo che anche questa volta il senso ultimo del viaggio sia stato che sono partito per dare qualche cosa a qualcuno ma sono tornato portando a casa molto di più di quanto io abbia effettivamente dato…

GRAZIE A TUTTI!

Giorno 11

Inizia il ritorno…

Buongiorno cari amici,

quì sono le 6.56 e da voi due ore prima.

E’ iniziato il nostro trasferimento verso Nairobi dove cercheremo di prendere l’aereo questa sera/notte verso le 23.40.

Questa mattina levataccia!! Siamo partiti alle 4 TristePiange!! Si proprio alle 4 perchè ultimamente si sono verificate, dopo alcuni anni di “pausa” delle rapine sulla strada. In poche parole le auto vengono fermte sulla strada (il pezzo di sterrto lungo 50 km) e i passeggeri rapinati. L’ultimo evento è accaduto 4 giorni fa allo stesso nostro autista di questa mattina. Sembra che il modo migliore di evitare questi “contrattempi” sia quello di partire quando nessuno ti vede o è in piedi e… vi assicuro che alle 4 di questa mattina eravamo gli unici svegli! Beh svegli è una parola grossa.. diciamo alzati!! D’altro lato il viaggio in mezzo la savana con la lune è stato veramente bello!! A rallegrarci poi c’erano i dik dik (non il complesso), piccole gazzelle selvatiche che correvano a fianco la macchina e la comparsa per pochi secondi di una zebra che correva parallela alla macchina!

Ora siamo a Meru in attesa del prossimo autista che ci accompagnerà fino a Gikondi dove visiteremo una nuova scuola in costruzione anche con il nostro supporto.

Ora ho trovato del caffè e vi lascio per scolarmene un paio di tazze.

A dopo..

PS la Lucia è un poco innervosità per le “incomprensioni” con le suore mentre la Roby ha trovato un divano è ci si è fiondata sopra… dorme di già!!

Questa dovevamo proprio farvela vedere!!! Cucinetta finita con targa in memoria di Nila. Un sogno realizzato per noi e una prima piccola promessa rispettata..

Ciao a tutti!!

Miracoli della tecnologia!! Sono seduto dietro ad un fuoristrada in direzione Nairobi.. Ad essere completamente onesto.. lo stimolo a scrivervi adesso non è tanto la voglia di condividere le nostre esperienze  (anche se…) quanto la necessità di distrarmi da questo pazzo indiavolato che chiamano “driver”….

La strada ha una corsia e mezzo (forse meno) e si snoda tra colline e saliscendi. Il problema è la “fauna” che popola questa strada.. Oltre le normali auto (spesso malandate e di grossa cilindrata) si trova un vasto assortimento di matatu (furgoncini adibiti a pulman), camioncini, camion, grossi camion (tutti rigorosamente vecchi di almeno 15 o 220 anni. Ci sono anche i Tuk tuk .. qualche cosa di simile alle nostre Apecar.. ma con una moto al posto della ca bina di pilotaggio… Poi scendiamo di dimensione… motociclette con 3 o 4 persone a bordo, barili, canne da zucchero e qualunque altra cosa possa venirvi in mente!! Oltre le moto (125 cc) ci sono anche bici che trasportan o la stessa quantità e varietà di roba ma solo un passeggero (quello che pedala).

In questo momento abbiamo appena superato un carretto stracarico di erba trainato da buoi.. ma apparentemente senza alcuno a bordo…. Boh…..

In ogni caso questa mattina siamo andati a visitare la Scuola secondaria di Gikondi… Vi daremo molte altre notizie su questa scuola.. Per ora vi diciamo che ci sono 97 studentesse delle superiori che vivono e studiano in condizioni “inimmaginabili” ma.. sono felici e orgogliose di poterlo fare (si considerano “fortunate”).. In un’aula frequentata da 28 studentesse ci sono.. anzi scusate c’è UN SOLO BANCO!! Con il pavimento in terra battuta… Volevano farci entrare a vedere il dormitorio (una baracchetta fatiscente in legno e lamiera) ma abbiamo gentilmente rifiutato per rispetto e delicatezza nei confronti delle ragazze.. Abbiamo detto che andremo a visitarlo quando (speriamo) riusciremo a trovare i fondi per dare loro un alloggio più decente e dignitoso…

Ogni momento che passiamo in queste zone realizziamo quanto fortunati siamo stati e siamo ad essere nati in un posto diverso da quello in cui ci troviamo ora… Ci rendiamo pure conto della inadeguatezza di quanto scriviamo e della futilità di molti dei nostri problemi e pensieri di quando siamo a casa.

Abbiamo fatto anche una tappa per comprare una serie di regalini/pensierini di artigianato locale…Si voi che ci siete vicini sapete che vi “toccherà” un portachiavi o una statuina o qualche cosa che magari non vi piacerà molto ma che vi sarà sicuramente donata dal cuore pensando a questa terra meravigliosa e un poco sfortunata!

Ecco ora abbiamo superato una moto con ombrello incorporato.. ma non piove!! E non c’è neppure il sole!!!

Per quelli che magari ci hanno pensato.. volevamo dire che anche noi abbiamo riflettuto sullo spendere dei soldi in souvenir… ma la Suora che ci accompagna ci ha portato in un paio di bancarelle dove come dire.. i proprietari non è che se la passassero molto bene quindi consideriamo e considerate il nostro come un “investimento” sull’economia locale.

Ora vi saluto perché un poco mi è passata la paura e un poco mi sono massacrato un gomito a cercare di salvare il computer, scrivere e non vomitare!

Dimenticavo.. Le nostre scottature stanno guarendo anche se ora abbiamo delle bellissime bolle e striature specialmente sugli avambracci! In più ieri mattina ho scoperto che mi sono scottato pure le palpebre!!! Quindi pomata e collirio al cortisone e antibiotici!!

Giorno 10

Ultimo giorno a Wamba

Giornata intensa di emozioni pure oggi.

Siamo partiti noi tre con Mary e abbiamo continuato la distribuzione delle divise in tre asili . Con l’ammiraglia e la prode navigatrice-sarta-comandante siamo arrivati a destinazione in orario … questa volta è vero perché con il nostro programma dovevamo rispettare strettamente i tempi.

Alle 10.03 (l’orario di ritrovo con tutti era alle 10) siamo entrati in piazzale della parrocchia con grande stupore dei presenti che ci davano già per dispersi.

Ma indovina un po’ chi è in ritardo???? Padre Franco….non si smentisce mai.

Caricata acqua e altro materiale siamo partiti con due pick up (uno guidato dai trentini e uno da padre Franco) e ci siamo avviati verso Remote località ancora più dispersa rispetto a Narrapi immersa nella savana vera e propria.

Ovviamente non abbiamo deluso le aspettative e appena fuori dalla missione ci siamo fermati alla stazione di servizio (e vi lasciamo immaginare che posto!!!!) per acquistare caramelle e altro da portare a destinazione.

Dovete infatti sapere che a Remote i 4 prodi giovani e Luigi (il nostro geppetto) hanno realizzato un sogno: improntare una costruzione ricavata dalla struttura che padre Franco ha ricevuto in dono dal Comune di Arco (la struttura è stata prontamente divisa appena arrivata a Wamba per cui è possibile ricavare tre asili).

Oggi era il giorno dell’inaugurazione e della benedizione da parte dei vecchi del villaggio. E’ stata una vera festa. Donne bambini e vecchi tutti insieme a cantare canti tribali e noi con loro.

Abbiamo avuto modo di stare tra le donne e con le donne e di questo Roby ve ne parlerà in un altro momento.

Il tutto è stato contornato anche dall’uccisione di una capra in segno di ringraziamento: pensate che poi questa povera bestia è finita sulle braci… l’abbiamo assaggiata in segno di rispetto ma non abbiamo voluto continuare i festeggiamenti per non rubare loro il cibo.

Finalmente terminata l’inaugurazione siamo ripartiti tutti insieme e ci siamo portati a Narrapai: si avevamo una cosa veloce da fare e cioè salutare il nostro albero dell’asilo e appendere una targa molto artigianale alla cucinetta.

Finalmente Nila avrà un posto anche in Africa dove vegliare su altri bambini.

Con le lacrime in tasca abbiamo salutato e siamo riparti per Wamba.

Giorno 9

Avviso per Emilio e Nicola

Dopo che siete parttiti pensando di lasciare un vuoto incolmabile la Lucia e la Agnese hanno “operato” di cataratta 4 trovatelli sbiati provenienti dalla savana. L’esito è stato strepitoso (recuperato 10/10) e già pronti ad essere dimessi con i classici occhiali post-operatori. Ci hanno chiesto quando potranno trovare degli oculisti seri e professionali (provenienti da mestre possibilmente) per la loro visita di controllo!!!

Attendiamo risposta da voi!!!!

La giornata di ieri

Giornata caotica oggi,

la mattina inizia alle 8 quando ci ritroviamo in Parrocchia per organizzarci e partire per Narrapai.

Organizzazione e Africa sono due termini che non vanno molto d’accordo. La comitiva di Italiani e operai samburu ha cercato di caricare sull’ammiraglia tutto il legname da costruzione, il cemento, l’acqua per l’impasto, onduline metalliche, carriola, badili, piccone, martelli e chiodi….

Poi siamo saliti in 7 carichi anche di cibo e acqua per il pranzo.

Una mezz’oretta di viaggio ci ha portati a Narrapai (ve lo ricordate l’asilo sotto l’albero???) dove siamo giunti non annunciati e quindi abbiamo trovato pochi bambini, donne e anziani. In poco tempo però (l’internet della savana funziona benissimo) sono arrivati, comparsi diremmo, un buon numero di anziani donne e bambini (erano una cinquantina alla fine).

Influenzati dall’Africa l’inizio dei lavori è stato a dir poco caotico ma, ben presto ci siamo organizzati e diviso i compiti: Lucia con le Donne Samburo è andata sul fiume (secco) a recuperare la sabbia per il cemento, io (Paolo) con mastro Geppetto (Luigi il trentino) abbiamo cominciato a scavare le buche per impiantare i pali di sostegno della struttura con e Roby (il garzone di bottega) che passava gli strumenti.

Il tutto con il coordinamento di Padre Franco che cercava di insegnare a noi italiani il samburo e lo swaili e ai samburo l’inglese e l’italiano. Vi lasciamo immaginare il caos linguistico, ma ci siamo capiti benissimo.

Presto si sono avvicinati gli anziani del villaggio incuriositi di quello che stavamo facendo e anche loro hanno cominciato ad aiutare (a dir la verità a scavare  dove non dovevano, a coprire i buchi quanto noi avevamo appena scavato e così via….ma bisogna capire il gesto perché era il loro modo di apprezzare quello che stavamo facendo cioè realizzare ciò che loro stessi avevano chiesto).

Prima di cominciare abbiamo anche ricevuto la benedizione della donna anziana della comunità che ha voluto dimostrare la sua approvazione donando a Lucia 5 uova.

Dopo i convenevoli iniziali è cominciato il lavoro ma solo dopo che le donne ci hanno indicato l’esatto posizionamento della cucinetta: infatti loro sanno molto bene da che parte soffia il vento della savana (e abbiamo avuto modo di testarne la forza) e come scorre l’acqua quando piove.

Mentre i lavori progredivano i bambini che si erano avvicinati al cantiere si occupavano a gonfiare i palloncini gialli donatici da “Sole Market”: un vero impegno capire come dovevano fare!!!!!

All’ora di pranzo i bambini non avevano nulla da mangiare già da 15-20 giorni e allora tutti noi abbiamo deciso di rinunciare all’insalata di riso gentilmente preparata da Wanda (altra trentina presente nel gruppo) e i panini: è stato veramente commovente vedere questi bambini che ordinatamente e silenziosamente aspettavano il loro turno per ricevere un cucchiaio di riso (non avevamo ciotole ne tanto meno posate quindi ci si adatta a ciò che si ha a disposizione al momento), e ancora come aprivano la loro bocca per ricevere il cibo in bocca (sembravano piccoli uccellini).

Bisogna precisare per tutti una cosa: la distribuzione del cibo a questa comunità era prevista per la  prossima settimana ma abbiamo anticipato la consegna di qualcosa visto il difficile momento che stanno vivendo.

Divertente è stato anche dar loro la nostra acqua potabile con le bottiglie che erano ancora fresche da frigorifero: non avevano mai assaggiato l’acqua fredda!!!!!! Ragazzi dovevate vedere la loro espressione.

In tardo pomeriggio la costruzione è giunta a termine non senza dita pestate, cemento sulle scarpe, scottature su colli, visi e nasi, e distribuzione dell’acqua avanzata: le donne si allontanano con il loro bimbo fasciato sulla schiena e in mano una grossa bottiglia d’acqua.

Ma non possiamo lasciare il posto prima dell’”inaugurazione” della nuova cucinetta che sarà il prototipo per la campagna “Cucinette in Savana” e così aiutare a cucinare l’unico pasto giornaliero per molti bambini.

Tutti dentro la struttura per una foto e poi a casa per una doccia ristoratrice, una cena  veloce e per finire una grappetta della buona notte con Padre Franco.

E un altro giorno è passato e altro piccolo progetto realizzato.

Giornata caotica oggi,

la mattina inizia alle 8 quando ci ritroviamo in Parrocchia per organizzarci e partire per Narrapai.

Organizzazione e Africa sono due termini che non vanno molto d’accordo. La comitiva di Italiani e operai samburu ha cercato di caricare sull’ammiraglia tutto il legname da costruzione, il cemento, l’acqua per l’impasto, onduline metalliche, carriola, badili, piccone, martelli e chiodi….

Poi siamo saliti in 7 carichi anche di cibo e acqua per il pranzo.

Una mezz’oretta di viaggio ci ha portati a Narrapai (ve lo ricordate l’asilo sotto l’albero???) dove siamo giunti non annunciati e quindi abbiamo trovato pochi bambini, donne e anziani. In poco tempo però (l’internet della savana funziona benissimo) sono arrivati, comparsi diremmo, un buon numero di anziani donne e bambini (erano una cinquantina alla fine).

Influenzati dall’Africa l’inizio dei lavori è stato a dir poco caotico ma, ben presto ci siamo organizzati e diviso i compiti: Lucia con le Donne Samburo è andata sul fiume (secco) a recuperare la sabbia per il cemento, io (Paolo) con mastro Geppetto (Luigi il trentino) abbiamo cominciato a scavare le buche per impiantare i pali di sostegno della struttura con e Roby (il garzone di bottega) che passava gli strumenti.

Il tutto con il coordinamento di Padre Franco che cercava di insegnare a noi italiani il samburo e lo swaili e ai samburo l’inglese e l’italiano. Vi lasciamo immaginare il caos linguistico, ma ci siamo capiti benissimo.

Presto si sono avvicinati gli anziani del villaggio incuriositi di quello che stavamo facendo e anche loro hanno cominciato ad aiutare (a dir la verità a scavare  dove non dovevano, a coprire i buchi quanto noi avevamo appena scavato e così via….ma bisogna capire il gesto perché era il loro modo di apprezzare quello che stavamo facendo cioè realizzare ciò che loro stessi avevano chiesto).

Prima di cominciare abbiamo anche ricevuto la benedizione della donna anziana della comunità che ha voluto dimostrare la sua approvazione donando a Lucia 5 uova.

Dopo i convenevoli iniziali è cominciato il lavoro ma solo dopo che le donne ci hanno indicato l’esatto posizionamento della cucinetta: infatti loro sanno molto bene da che parte soffia il vento della savana (e abbiamo avuto modo di testarne la forza) e come scorre l’acqua quando piove.

Mentre i lavori progredivano i bambini che si erano avvicinati al cantiere si occupavano a gonfiare i palloncini gialli donatici da “Sole Market”: un vero impegno capire come dovevano fare!!!!!

All’ora di pranzo i bambini non avevano nulla da mangiare già da 15-20 giorni e allora tutti noi abbiamo deciso di rinunciare all’insalata di riso gentilmente preparata da Wanda (altra trentina presente nel gruppo) e i panini: è stato veramente commovente vedere questi bambini che ordinatamente e silenziosamente aspettavano il loro turno per ricevere un cucchiaio di riso (non avevamo ciotole ne tanto meno posate quindi ci si adatta a ciò che si ha a disposizione al momento), e ancora come aprivano la loro bocca per ricevere il cibo in bocca (sembravano piccoli uccellini).

Bisogna precisare per tutti una cosa: la distribuzione del cibo a questa comunità era prevista per la  prossima settimana ma abbiamo anticipato la consegna di qualcosa visto il difficile momento che stanno vivendo.

Divertente è stato anche dar loro la nostra acqua potabile con le bottiglie che erano ancora fresche da frigorifero: non avevano mai assaggiato l’acqua fredda!!!!!! Ragazzi dovevate vedere la loro espressione.

In tardo pomeriggio la costruzione è giunta a termine non senza dita pestate, cemento sulle scarpe, scottature su colli, visi e nasi, e distribuzione dell’acqua avanzata: le donne si allontanano con il loro bimbo fasciato sulla schiena e in mano una grossa bottiglia d’acqua.

Ma non possiamo lasciare il posto prima dell’”inaugurazione” della nuova cucinetta che sarà il prototipo per la campagna “Cucinette in Savana” e così aiutare a cucinare l’unico pasto giornaliero per molti bambini.

Tutti dentro la struttura per una foto e poi a casa per una doccia ristoratrice, una cena  veloce e per finire una grappetta della buona notte con Padre Franco.

E un altro giorno è passato e altro piccolo progetto realizzato.

Ecco la “cucinetta” praticamente ultimata e già “occupata” dai pochi coraggiosi rimasti fino al termine della giornata

Oggi

Anche oggi sveglia presto per organizzare le uscite nei vari asili e consegna delle divise.

Ovviamente come ogni volta è bene non programmare tutto: in Africa ripetiamo nuovamente nulla è programmabile con anticipo e mai si rispettano gli orari.

Paolo parte con “mastro Geppetto-Luigi” per finire gli ultimi ritocchi a narrapai mentre Lucia e Roby si avventurano in “centro” a fare shopping. Devono comprare circa 20 paia di sandaletti di gomma. Costano circa 1.5 euro il paio ma le nostre contrattano (come sempre) e strappano un prezzo di circa 1.0 al paio!! Affarone!!!!

Io (paolo) torno verso le 10.30 e tutti insieme partimao per la consegna delle divise. Con noi non può mancare Mary la mitica sarta che, tra l’altro, conosce molto bene le “strade” ed evita le “distrazioni” dell’autista Padre Franco.

Pomeriggio “tranquillo” a sistemare le ultime cose e organizzare la partenza di giovedì prossimo.

Resta impresso nella nostra mente…

Le due ciotole per il cibo trovate questa mattina DENTRO la cucinetta!!! ((come fossero i primi coraggiosi clienti).

I volti spaventati dei bambini che ci vedono entrare in classe per la prima volta.

Pole pole i bambini si tranquillizzano e ci vengono in contro magari per farsi abbracciare e coccolare un poco.

I sorrisi, la gioia e i canti che hanno accompagnato la “vestizione”

Ci scusiamo per ora e per tutto ciò che scriviamo perchè ci rendiamo conto di quanto profondamente queste situazioni e momenti ci colpiscano e restino dentro di noi. le nostre descrizioni sono solo una pallida copia di tutto ciò ma.. speriamo di essere in grado di trasmettervi almeno una piccola parte di tutto ciò che proviamo in ogni momento!!!

Saluti e, internet permettendo, a domani!!!!

Luci, Roby, Paolo

 

 

La nuova cucinata inizia a “popolarsi”.

Sembra un poco perplesso ma vi assicuriamo era felice sia della divisa sia del palloncino.

Dopo la vestizione e il divertimento con i palloncini un attimo di preghiera. I bambini la cantano in inglese

La mitica Mary, sarta nonché navigatrice. Senza di lei li staremmo ancora cercando gli asili!!!

Giorno 8

Problemi di connessione

Carissimi ieri quando ci apprestavamo a descrivervi la nostra giornata… internet è semplicemente “morto”  perchè non avevamo pagato la bolletta!!

Oggi (18/02/2014) siamo tornati in piena attività giornalistica e quindi vi rimndiamo al giorno 18 dove racconteremo quanto fatto e successo ieri e oggi!!!

Giorno 7

Fuori è ancora buio quando comincio a scrivere questo resoconto. E’ domenica e oggi vorrei raccontare (spero tanto di riuscirci senza essere eccessiva) alcune cose non dette finora ma importanti per capire l’Africa.

Ieri è stata una giorata intensa: Paolo si è dedicato alla falegnameria per avviare la costruzione della cucinetta di Narrapai, Lucia in giro per la missione per distribuire vari abiti scarpe e altro, io a sbrigare invece lavoro più “burocratico”. Sono stata solo “alcune ore” e da sola (e tengo a sottolineare questo perchè mi è stato detto che devo difendermi senza l’aiuto di nessuno) nei vari uffici dell’ospedale a discutere con  due impiegate e una suora per risolvere alcune questioni: tra inglese (ho dovuto rispolverare vecchi ricordi di scuola) dialetto mestrino e altro mi sono fatta capire. La questione è stata risolta non dopo aver atteso che una chiedesse ad un’altra persona e questa  ad un altra ecc…. Ho finito per chiedere i file e mi sono arrangiata davanti ad un compiuter per altre ore.

Anche questa è l’Africa: pole pole!!!!!!

In parrocchia ieri pomeriggio è stato battezzato Francesco (lui ha solo la mamma). Ebbene tutti noi italiani abbiamo fatto da famiglia. In più Lorenzo, giovane ragazzo trentino volontario della missione per 1 mese, ha fatto da padrino. Ragazzi che festa abbiamo organizzato dopo: ai pochi bambini presenti abbiamo fatto trovare banane caramelle e una specie di frittella. E’ stato bello vedere come questo giovane bianco fosse emozionato nell’accompagnare in questa cerimonia il bimbo di color cioccolato con gli occhioni stupiti ci guardava.

Anche questa è Africa: la partecipazione !!!!!!!

E’ difficile per me dormire molto in questo periodo. Dovete sapere che nei pressi della missione ci sono aggregazioni di protestanti metodisti e mussulmani. Che c’è di strano? Alle 5 del mattino i protestanti accendono a tutto volume gli amplificatori per diffondere in tutto il villaggio la musica: che sia il momento della preghiera? Non so. Ma in alternanza ci sono i mussulmani: uno finisce e l’altro comincia e così via fino a tardi. Poi alle 6.30 suona la campana della nostra missione. E’ ora di alzarsi perchè nel frattempo tutti gli uccelli del circondario hanno cominciato la loro giornata …. e la mia!!!! Nicola ora capisco cosa intendevi quando ci trovavamo a colazione.

Anche questa è Africa: il risveglio :))))

Parliamo dei canti delle ragazze e ragazzi (che sono ben divisi dalle coetanee) in chiesa durante la messa. La singola persona segue il ritmo con il corpo, e tutti i corpi insieme si unisco in un movimento ondulatorio unico, uniforme e perfettamente a tempo. Come resistere e non partecipare anche noi a questo ballo?

Anche questa è Africa: il ballo.

E’ però Africa anche vedere alle porte delle banche uomi armati di fucile che fanno la guardia, o entrare nei negozi solo dopo essere stati perquisiti con il metal detector, o le vedette ai bordi dei campi di ananas che scrutano in cerca di ladri, o macchina strane con altrettanti strani carici che corrono veloci lungo le strade e non si fermano ai controlli di polizia, o il filo spinato sopra tutte le cancellate che proteggono case e strutture scolastiche, o la gente che emerge dalle immondizie dove passano anche la notte.

Tutto questo  non è stato detto fino ad ora ne tanto meno fotografato: non vogliamo vedere solo le cose che ci rendono felici, anzi vogliamo ricordare anche questo.

Asante sana.

Roby e company

P.S. Per Luciano (tra i tanti il Luciano giusto capirà) puoi sbrigarti a guarire che qui c’è la squadra di basket che ha bisogno di un menager, allenatore, sponsor, massaggiatore e altro?????

Con tantissimooooo affetto Roberta Paolo e Lucia.

Ragazzi che giocano a basket in un campo improvvisato.

Ecco per chi noi cerchiamo di fare qualche cosa (sempre troppo poco)!!!

Vacche al pascolo. Ha smesso di piovere un mese fa e siamo già in periodo di siccità.

Non siamo gli unici a cui Wamba è entrata nel cuore. Padre Charles è stato appena trasferito a Meru ma non perde occasione per tornare a Wamba.

Saluti

Per oggi abbiamo riposato anche troppo!!

Ora cena e poi festa alla Scuola infermiere (ovviamente domani vi faremo sapere come è andata)!!

Domani si scavano le fondamenta per la cucinetta a Narrapai, anche di questo vi aggiorneremo!!!

Ciao a tutti…

Giorno 6

Scarpette rosse

Può sembrare il titolo di un racconto, invece è un momento di condivisione e di gioia.. e vi spiego perchè.

Oggi ho regalato le mie scarpe da ginnastica rosse. Non è una gran cosa se non fosse perchè hanno accompagnato i miei passi per almeno 10-15 anni nella savana di Wamba.

ma oggi, quando ho incontrato una mamma con i suoi 3 bambini, vestiti di stracci e tutti a piedi nudi, lo sguardo incantato verso le mie scarpe rosse, allora, non ho esitato un attimo a toglierle, e farle indossare a lei (fantastico abbiamo i piedi grandi uguali) .

mi ha ringraziato infinite volte, ma non era il caso, il suo sorriso valeva ben più di mille grazie. Così mi sono avviata a piedi scalzi quasi avessi le al, tanta era la gioa di essermi tolta qualche cosa che ritenevo mi appartenesse e invece era solo un piccolo “laccio” che mi teneva legata al passato e un poco meno libera.

Anche questa è la magi che l’Africa mi dona.

Lucia

Altre emozioni/situazioni

Ciao a tutti,

non credo avremo la forza per scrivere molto ma dobbiamo mantenere il patto stretto con voi che ci seguite e quindi eccoci con il resoconto giornaliero..

Le cose cominciano a muoversi sempre più veloci e quindi il gruppo affronta ed esegue compiti talvolta comuni talvolta separati.

Questa mattina sveglia come al solito alle 7,00 (non vi dico che sonno) colazione e incontro alle 8,00 alla scuola primaria per parlare con il direttore di progetti futuri. Oviamente il direttore non c’era perchè rimasto bloccato a Nairobi. Poco male, abbiamo parlato con un professore e quindi andremo avanti lo stesso!!.

Rientrati alla Missione io ho affrontato un compito veramente importante e di responsabilità cambiando una spina e istallando il nuovo freezer al parroco. Poi la Lucia e la Roby sono andate in Ospedale a continuare il lavoro di revisione e controllo sulle assicurazioni sanitarie.

Dopo il freezer ho preso la macchina (Ammiraglia) del parroco per andare in “centro” a Wamba per acquistare il legname necessario alla costruzione di una “cucinetta” nell’outpost di Narrapai. Sono solo 300 metri o poco più ma si guida a sinistra, tra capre, bambini, cammelli eccc…in quella che supponi sia una strada ma potrebbe essere anche un canale o una discarica o.. quello che la fantasia vi suggerisce.

Tornato sano e salvo ho continuato con il lavoro di concetto piallando e verniciando i travi in modo da essere pronti per l’utilizzo Luned’.

Altre 2 cose degne di nota deklla giornata sono state un battesimo a cui abbiamo assistito. Una ragazza madre da fuori Wamba e quindi gli unici partecipanti a questo momento che doveva essere gioioso erano i ragazzi del catechismo da una parte della Chiesa e la piccola comunità Italiana dall’altra.

Il battesimo di Francis è avvenuto in Swaili e in Italiano come se avessimo i sottotitoli. Molto molto toccante e commovente. Dopo la cerimonia tutti al banchetto di festeggiamento organizzato con 30 banane e 20 ciambelle!! I bambini erano felicissimi.

Serata dopocena chiacchierando con i ragazzi di trento che stanno costruendo un’altra struttura. Finalmente dopo 20 giorni che sono quì indossavano un braccialetto samburu (fornito, ma non venduto dalla Lucia ovviamente!!).

Per oggi è tutto a domani!!!!!!

PS Per Elena e Bea e gli altri…..godetevi le ultime serate a casa nostra che tra una settimana “se finia a festa”!!!!!!

La “nostra” ammiraglia carica del legno che useremo a Narrapai

Giorno 5

San Valentino

Buongiorno amici,

ieri è stata una giornata piena di eventi sensazioni, tensioni a volte, discussioni ecc.

Questa mattina io e la Roby ci siamo alzati per fare colazione e… la Lucy fantastica come sempre ci ha fatto trovare, rigorosamente portate dall’italia, delle tovagliette con i cuoricini e un regalino per augurarci buon San valentino:-) da notare che il regalino era una cornice con al posto della fotografia un bellissimo bigliettino… la foto la aveva chiesta a noi da una quindicina di giorni ma non siamo riusiti a farla stampare per tempo 🙁 Scusa Lucia…

Oggi giornata “burocratica” per verificare le liste dei poveri e delle assicurazioni che l’Associazione finanzia… Tutta la mattina per recuperare 2 file di excell e, credo tutto il pomeriggio per controllarle.

Questa sera cena con Padre Franco e il gruppo proveninete dal Trentino per pianificare i prossimi giorni di lavoro. Intanto domani metteremo alla prova la nuova vernice portata per rinnovare le lavagne alle quali forse (“corrompendo” uno dei trentini) riusciremo anche a mettere delle cornici in legno. Domani, internet permettendo, le foto di questo.

Per ora (sono solo le 3 del pomeriggio) è tutto. mentre aspetto la Roby con il secondo file della lista provo a caricarvi delle foto.

A presto!!1

Una giovane suora di 92 anni che ancora aiuta presso la missione. Tutti i giorni cammina per 3 km nella savana per andare a fare lezione nelle scuole. Appena arriva ha detto che chiede per favore… una sedia

Gli operai della parrocchia stanno costruendo le sedie e i banchi di cui vi ha parlato la Roby ieri.

Le capriate e i montanti dei futuri asili sono finalmente pronte. Anche se per la costruzione dovremo aspettare..per il nostro amato “Narrapai” forse ci sarà una sorpresa…

Il nostro inossidabile, infaticabile, impareggiabile e… inafferrabile Padre Franco mentre organizza il meeting sull’irrigazione.

Io la metto solo per cerimonie, lauree ecc.. loro tutti i giorni!!! Anche questa è Africa! 🙂

Quanto vorrei che i miei studenti facessero loro questo motto appeso all’interno della scuola superiore di Wamba

Non si finisce mai di studiare/imparare. La Roby torna sui banchi della sala esami della scuola superiore

Giorno 4

Partiamo da fine giornata perche è stata una vera carica di emozioni. Siamo stati invitati per la celebrazione settimanale della messa presso la scuola di S. Teresa gestita da suor Carletta (donna emiliana doc) : vi ricordate che già ne avevamo parlato ieri?

Ebbene tutta la celebrazione è stata dedicata a noi: canti, balli, saluti, abbracci, predica della celebrazione e per finire la benedizione cantata e balata delle ragazze in nostro onore.

Eravamo io, Paolo, Lucia, Emilio e Nicola … gli ultimi due sono gli oculisti che con oggi hanno terminato la loro prima esperienza in Wamba.

I canti ovviamente sono stati accompagnati da tamburo e caracas…. caspita che carica di adrenalina … non ce l’aspettavamo tanta festa … siamo stati invitati a parlare per presentarci e a ballare pure noi.

Alle ragazze abbiamo portato una serie di oggetti personali che aveamo trovato nei nostri cassetti  armadi e altri che ci sono stati regalati (profumi, fazzoletti, borse …). Sappiamo che presto festeggeranno la festa della donna: giorno importante per loro perchè non dovranno far altro che divertirsi tutto il dì e le suore lasciano piena libertà di vestirsi, truccarsi, ballare, mangiare e bere. Gli insegnanti maschi cucinano e servono a tavola.

Durante il giorno ci siamo divisi per compiti diversi.

Io e Lucia siamo passati per gli asili e le scuole distribuendo caramelle e palloncini, giocare con i bambini dell’asilo e delle elementari.

Paolo invece ha presenziato ad una riunione organizzata a Wamba per parlare del problema dell’acqua a cui hanno partecipato oltre a padro Franco il nostro referente in loco anche le alte autorità del distretto … come al solito una gran parte di sostanza è politica e il resto una piccola parte si è trattato il vero problema.

Non ci siamo però dimenticati di curiosare nei laboratori vicino alla parrocchia e indovinate cosa abbiamo trovato?

Falegnami al lavoro per costruire i banchi necessari nelle varie scuole gestite dalla missione.

Il carpentiere che tagliava e saldava la struttura che è partita da Arco e che con gran fatica è stata sdoganata il mese scorso. Trasportata a Wamba è stata smontata, riorganizzata secondo le esigenze del posto e montata in due dei tre outpost dove sono necessarie avviare le scuole evitando che le lezioni si tengano sotto un albero.

Insieme a noi ci sono anche dei trentini che per quanto riguarda il montaggio delle varie strutture sono dei veri fenomeni…gran lavoratori, veloci, attenti e precisi. Nessun pezzo non viene tagliato se prima non viene attentamente esaminato il problema. Al momento sono state realizzate le strutture di Remote , per Narrapai (il nostro posto del cuore) dobbiamo attendere prima di alzare le strutture perchè il governo locale non ha ancora dato i permessi di costruire…anche qui la burocrazia regna e se noi italiani siamo lunghi immaginatevi in Africa che esiste solo il “tempo”.

Abbiamo ancora tanto lavoro da fare e da controllare e presto usciremo per visitare gli altri poveri, per il momento parliamo con gli amministratori dell’Ospedale, delle scuole elementari e professionali cercando di capire le priorità.

Volevamo solo dirvi che cercheremo di controllare se i nostri e vostri sforzi sono effettivamente utilizzati al meglio affinchè ogni singolo sacrificio non sia vano.

Una piccola nota da parte mia che sono qui a Wamba per la prima volta e che cerca di raccontare in queste pagine il viaggio di gruppo. Padre Franco mi ha chiesto di dire due parole durante la presentazione alle ragazze di S. Teresa. Avevo appena ascoltate le parole di Emilio che con le lacrime agli occhi ha detto che loro curano gli occhi a chi non vede e in questo caso Wamba ha curato i loro occhi facendo vedere cose fantastiche.

Concordo pienamente con lui ma aggiungo anche altro: sono partita da Wamba con nessuna aspettativa e ho lasciato che Wamba entrasse nella mia mente piano piano guardandomi attorno come mi ha suggerito un’amica.

Sono qua che sto rigenerando la mia mente e riempiendo i miei occhi con la calma, i sorrisi, i saluti della gente, i colori e anche gli odori del posto…non è possibile esprimere la diversità del luogo senza fermarsi e riflettere.

Buona notte

Giorno 3

Partiamo da fine giornata perche è stata una vera carica di emozioni. Siamo stati invitati per la celebrazione settimanale della messa presso la scuola di S. Teresa gestita da suor Carletta (donna emiliana doc) : vi ricordate che già ne avevamo parlato ieri?

Ebbene tutta la celebrazione è stata dedicata a noi: canti, balli, saluti, abbracci, predica della celebrazione e per finire la benedizione cantata e balata delle ragazze in nostro onore.

Eravamo io, Paolo, Lucia, Emilio e Nicola … gli ultimi due sono gli oculisti che con oggi hanno terminato la loro prima esperienza in Wamba.

I canti ovviamente sono stati accompagnati da tamburo e caracas…. caspita che carica di adrenalina … non ce l’aspettavamo tanta festa … siamo stati invitati a parlare per presentarci e a ballare pure noi.

Alle ragazze abbiamo portato una serie di oggetti personali che aveamo trovato nei nostri cassetti  armadi e altri che ci sono stati regalati (profumi, fazzoletti, borse …). Sappiamo che presto festeggeranno la festa della donna: giorno importante per loro perchè non dovranno far altro che divertirsi tutto il dì e le suore lasciano piena libertà di vestirsi, truccarsi, ballare, mangiare e bere. Gli insegnanti maschi cucinano e servono a tavola.

Durante il giorno ci siamo divisi per compiti diversi.

Io e Lucia siamo passati per gli asili e le scuole distribuendo caramelle e palloncini, giocare con i bambini dell’asilo e delle elementari.

Paolo invece ha presenziato ad una riunione organizzata a Wamba per parlare del problema dell’acqua a cui hanno partecipato oltre a padro Franco il nostro referente in loco anche le alte autorità del distretto … come al solito una gran parte di sostanza è politica e il resto una piccola parte si è trattato il vero problema.

Non ci siamo però dimenticati di curiosare nei laboratori vicino alla parrocchia e indovinate cosa abbiamo trovato?

Falegnami al lavoro per costruire i banchi necessari nelle varie scuole gestite dalla missione.

Il carpentiere che tagliava e saldava la struttura che è partita da Arco e che con gran fatica è stata sdoganata il mese scorso. Trasportata a Wamba è stata smontata, riorganizzata secondo le esigenze del posto e montata in due dei tre outpost dove sono necessarie avviare le scuole evitando che le lezioni si tengano sotto un albero.

Insieme a noi ci sono anche dei trentini che per quanto riguarda il montaggio delle varie strutture sono dei veri fenomeni…gran lavoratori, veloci, attenti e precisi. Nessun pezzo non viene tagliato se prima non viene attentamente esaminato il problema. Al momento sono state realizzate le strutture di Remote , per Narrapai (il nostro posto del cuore) dobbiamo attendere prima di alzare le strutture perchè il governo locale non ha ancora dato i permessi di costruire…anche qui la burocrazia regna e se noi italiani siamo lunghi immaginatevi in Africa che esiste solo il “tempo”.

Abbiamo ancora tanto lavoro da fare e da controllare e presto usciremo per visitare gli altri poveri, per il momento parliamo con gli amministratori dell’Ospedale, delle scuole elementari e professionali cercando di capire le priorità.

Volevamo solo dirvi che cercheremo di controllare se i nostri e vostri sforzi sono effettivamente utilizzati al meglio affinchè ogni singolo sacrificio non sia vano.

Una piccola nota da parte mia che sono qui a Wamba per la prima volta e che cerca di raccontare in queste pagine il viaggio di gruppo. Padre Franco mi ha chiesto di dire due parole durante la presentazione alle ragazze di S. Teresa. Avevo appena ascoltate le parole di Emilio che con le lacrime agli occhi ha detto che loro curano gli occhi a chi non vede e in questo caso Wamba ha curato i loro occhi facendo vedere cose fantastiche.

Concordo pienamente con lui ma aggiungo anche altro: sono partita da Wamba con nessuna aspettativa e ho lasciato che Wamba entrasse nella mia mente piano piano guardandomi attorno come mi ha suggerito un’amica.

Sono qua che sto rigenerando la mia mente e riempiendo i miei occhi con la calma, i sorrisi, i saluti della gente, i colori e anche gli odori del posto…non è possibile esprimere la diversità del luogo senza fermarsi e riflettere.

Buona notte

 

 

Un giorno a Wamba

Ciao amici,

è sera ormai e un’altra giornata piena di emozioni è passata. Siamo in attesadi ritrovarci per la cena con il nostro “gruppo”.Griuppo perchè arrivati a Wamba abbiamo trovato i due oculisti di mestre partiti qualche giorno prima di noi. pensate sono i figli dei primi oculisti venuti a Wamba con il Prof. Rama e la lucia circa.. beh meglio non dire quanti anni fa!!! Due “ragazzi” che si sono fatti prendere dall’entusiasmo e dalla “passione” dopo solo pochi giorni…Siamo sicuri che ne sentiremo parlare ancora assieme al termine “insieme per Wamba”.

Emilio (Rapizzi) e Nicola (Zemella) oltre ad aver svolto attività ambulatoriale e di sala operatoria hanno anche svolto attività di formazione sia con i medici ed il personale dell’ospedale sia presso la sede della Scuola Infermieri di Wamba.

Tra le varie situazioni, alle volte terribili e tragiche e alle volte al limite del comico, ci hanno raccontato di quanto felici sono stati di aver operato, con buone prospettive di “guarigione”  un bambino di soli 18 mesi.

Emilio e Nicola visitano un bambino appena operato.

e noi…..

Quanto al nostro lavoro vi raccontiamo in poche parole lo svolgersi della giornata.

Abbiamo cominciato con la visita all’asilo e siamo entrati in classe per una lezione con i bambini di 3-4 anni che cantando imparavano i numeri da 1 a 5 in inglese e nella loro lingua…siamo stati promossi anche noi.

Siamo poi passati alla primary school ma questa volta non siamo entrati in classe; abbiamo parlato tanto con il capo degli insegnanti: ci ha fatto proprio una buona impressione perchè ci ha spiegato molte cose esprimendo dei desideri che putroppo il governo non comprende appieno.

Solo un esempio: la politica del governo è quella di fornire per questa scuola un computer… peccato che non ci sia corrente nella scuola.

Quindi per lui la priorità è l’energia, poi lavagne, poi le finestre (sono veramente tutte rotte), dipingere per rendere l’ambiente quanto meno dignitoso, per non parlare dei banchi che sono quasi inesistenti eccetera.

Buona notizia: sabato abbiamo fissato un appuntamento con preside e insegnanti perchè provimo a risistemare le lavagne visto che in valigia abbiamo anche nascosto 4 vasi di vernice speciale proprio per lavagne: grazie Michela per la fornitura.

Al pomeriggio abbiamo visitato le ragazze di suor Carletta (secondary school): una vera “democrazia controllata”… tutte aiutano tutti.

Per concludere insieme ad Emilio e Nicola siamo andati a trovare suor Linda che dirige con gran ordine la scuola per infermiere e da poco anche infermieri.

I ragazzi studiano, lavorano e vivono tutti insieme all’interno dell’area dell’ospedale.

Fingalmente è giunta sera e tutti si ritirano per il sacro riposo…per non parlare di noi che abbiamo aperto la bottiglia di grappa (anche questa ben nascosta in valigia).

Non vogliamo dimenticare una cosa: non rispondiamo a tutti i messaggi che troviamo e leggiamo veramente con gioia ogni volta che accediamo al sito … a tutti quanti grazie per seguirci ma il computer o megli internet è quello che è!!!!!!!!!!!

Anche questa è Africa

Oggi parlando alla scuola elementare un maestro non ci ha ringraziato per quanto habbiamo fatto e vorremmo fare ma, guardando Lucia, ha semplicemente detto..”tu sei bianca ma il tuo cuore è nero”… Credo che mai ringraziamento sia stato più sincero e toccante chissà se arriverò mai a fare qualche cosa per cui qualcuno in futuro ringrazierà me in questa maniera…

Buona notte a tutti e a domani

PS

per la vostra tranquillità vi comunico che i problemi intestinali del gruppo sono stati completamente risolti in maniera felice!!!!