Diari

Il ritorno a casa

scusateci per non avervi informati ieri ma tra saluti, trasferimenti e altro la giornata è volata via. In più, tanto per non perdere le buone abitudini, questa mattina sveglia alle 4,30 per andare all’aeroporto.

Ieri mattina dopo aver fatto le ultime cose a Embu non riuscivamo a separarci dalla simpaticissima e buonissima Suor Alice. Montati in auto verso le nove abbiamo fatto una veloce sosta in centro città a recuperare le stole, fatte espressamente per noi, che vogliamo portare ai nostri sacerdoti. Colorate e fantasiose.. forse troppo??’ vedremo almeno resterà un pensiero Africano anche per loro.

Sulla strada di Nairobi sosta nel paese di Nazareth dove assieme a un ospedale c’è anche la casa di riposo delle suore Anziane e un centro per bambini di strada. Anche qui non solo orfani ma bimbi abbandonati dai raccoglitori stagionali di the e caffè. Circa 70 bambini allegrissimi, pieni di energia e di fame…

Ad accoglierci la “mitica “Suor Giovanna Pia una ottantina di anni di cui una quarantina passati in Africa, soprattutto all’ospedale di Wamba. Erano giorni che continuava a chiederci di passare a trovarla nel viaggio di ritorno.. ci siamo riusciti. Doveste vedere.. una 15 di suore età media dagli ottanta in su… ancora piene di energia e voglia di fare e.. piene anche di appetito dovremmo dire dopo esserci fermati a pranzo da loro. Ovviamente con dei limiti ma ancora oggi prestano la loro opera nei dintorni sia in ospedale che con i bambini abbandonati. Abbiamo ritrovato anche la nostra “Buty”, la suora di 94 anni che aveva lasciato a malincuore Wamba dopo una potente malaria. Comincia un poco a riprendersi anche perché, a detta sua, non vuole restare in quel posto dove sono tutte vecchie e sorde…..

Abbiamo fatto anche una doverosa visita e sosta al cimitero dei missionari (suore e padri)… Dovreste vedere.. penso si possa definire un campo di eroi. Un centinaio di persone vissute e morte in africa, molto spesso morte nell’adempimento della loro vocazione. Una morta in auto mentre andava da una missione all’altra, una uccisa in Somalia dai terroristi, una rapita in Mozambico… ma anche moltissime morte e rimaste in Africa fino alla fine per aiutare i poveri. ve lo possiamo assicurare non lo fanno per arricchirsi o altro ma per “bontà”. Sono suore e padri cattolici ma sono prima di tutto persone buone e stupende che dedicano la loro vita per gli altri, per i meno fortunati. Sono uomini e donne ovviamente, con i loro pregi e difetti.. vi racconteremo le litigate fatte sui diversi progetti e altro, ma questo non toglie nulla alla loro bontà e voglia di donarsi.. Un esempio sicuramente.

Abbiamo dato l’ultimo saluto anche a Suor Chantal fedele amica e compagna di Africa della Lucia e di molti altri che ci ha lasciato un paio di mesi fa.

Via verso Nairobi ora… tutto è lento e lungo in Africa anche il tempo di percorrenza delle strade.. ci vogliono quasi due ore per giungere in centro a Nairobi per quella che ormai è diventata una tradizione.. gli ultimi acquisti al City Market. Due piani di negozietti, dalla carne al pesce, dai fiori agli oggetti..soprattutto oggetti di tutti i tipi!!

Qui la trattativa è d’obbligo e la Lucia da il meglio di se.. sarà anche perché, pure qui, la conoscono bene! Non pensate che tirare sul prezzo sia un modo per “fregarli”.. è proprio parte della coltura e, credo, si divertano pure loro molto spesso.

il tutto inizia con la scelta dell’oggetto e il primo prezzo chiaramente esagerato e spropositato. Segue una controproposta della Lucia molto spesso veramente bassa e seguita da affermazioni del tipo “non abbiamo soldi”, “siamo volontari di Wamba” o altro…

A questo punto il venditore prende un pezzo di giornale e una penna e scrive il prezzo originale, lo sbarra e dice a noi di scrivere un altro prezzo.. e così via fino all’esaurimento. Molto spesso se non si giunge ad un accordo (generalmente per 1 o 2 euro di differenza) ci si saluta ma dopo dieci minuti, quando sei in un altro negozio, ricompare il primo venditore che torna alla carica.

Finita la sosta acquisti rientro all’ostello dove incontriamo Suor Serafina che ci accoglie a braccia aperte e ci ocre un caffè (rigorosamente fatto con la moca).

Cena tardi come al solito (verso le 7 o 7.15) e ultima discussione e chiacchierata con le suore. Poi nanna presto dato che la sveglia è all’alba… anzi prima!!!

Volo tranquillo e atterraggio ad Amsterdam in perfetto orario. Ora siamo ancora qui che aspettiamo il volo per Venezia questa sera alle 8.35…. e abbiamo pensato a voi!

Non ci resta che salutarvi e rimandare l’appuntamento al prossimo viaggio…… chiedendovi di starci vicini e di continuare a seguire il sito dove vi terremo aggiornati sulle diverse attività dell’Associazione.

Grazie a tutti.. soprattutto a chi lavora e aiuta sia in Italia sia in Africa.

Lucia e Paolo

Una giornata di sorrisi!

Una giornata di sorrisi credo sia la descrizione giusta per oggi. Siamo a Embu ospiti del “Carlo Liviero Home”. Si tratta di un orfanotrofio gestito da lacune suore. Esistono due diverse strutture, una più piccola in città per i più piccoli (fino all’asilo) e una un poco fuori città che ospita 75 bambini orfani o abbandonati e circa una trentina che vengono solo a scuola. Noi dormiamo in questa seconda struttura dove si “fa” scuola fino alla fine delle medie. E’ un posto che conosciamo bene ma che ci sorprende ogni volta che torniamo. Appena entriamo con l’auto tutti ci corrono incontro.. i più piccoli (6 o 7 anni) anche se non parlano ancora bene l’inglese (lo impareranno a breve) sanno già dire CIAO e alzano la mano per darti il “cinque”. Una giornata di sorrisi perché, strano a dirsi, la parata di sorrisi è costante e meravigliosa in qualunque situazione. Nel cortile continuano a correre avanti e indietro tutti questi bambini vestiti di blu e, se ti incontrano 7 volte.. ti sorridono e ti salutano 8 volte!!! Anche al centro dove ci sono i più piccoli quelli che non sono proprio lattanti ti sorridono e corrono si accalcano, si spingono per farsi fare una foto.. che magari non guardano neppure ma vogliono esserci! Il tutto gestito da Suor Alice sempre e costantemente sorridente anche nelle situazioni più gravi o più problematiche! Le fanno da sponda poi le varie Sour Elisabeth, Suor Milica, Mary, Pamela ecc. ecc. ecc. TUTTI SEMPRE SORRIDENTI!! E non fanno una vita facile anzi… Fanno un lavoro stupendo! Nel centro dove ci sono i piccoli è stato aperto un laboratorio di sartoria e un parrucchiere.. insegnerà il mestiere e permette di guadagnare qualche cosa. Abbiamo ordinato delle stole “africane” per i nostri sacerdoti!! Vedremo il risultato a breve. Per non farsi mancare del lavoro stanno costruendo una nuova scuola per bambini poveri dove ospiteranno, a completo carico loro e dei loro benefattori, circa 150 bambini (75 maschi e 75 femmine)… Altro possibile progetto???

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La nostra splendida suor Alice

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I bambini dormono…

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Ecco dove vanno i vestitini che ci date.

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Quale stole?? Hmmm troppo “normali”.. troveremo di meglio..

 

Questa sera appena rientrati abbiamo assistito alla Messa più straordinaria degli ultimi anni (almeno per noi)… In una Cappella che misura 6 mt x 4mt si sono stipati tutti e 70 i bambini più le due suore la Luci e Io. Alle 6 meno 10 comincia la prova dei canti fino alle 6 e 5 che arriva il sacerdote della chiesa qui vicina. Tutti partecipano con una “tensione” e una “attenzione” vista poche volte. Anche il piccolino vicino a me che sta crollando dal sonno (continua a strofinarsi gli occhi) non perde una parola ne un canto. Abbiamo sentito tanti cori e canti da quando siamo qui, tutti perfettamente intonati e accompagnati da danze e movimenti perfetti ma questi canti…. Io ero in ultima fila vicino alla porta e potevo vedere le loro schiene.. maglioni strappat,i scalzi o con sandaletti rotti, magliette corte o troppo lunghe ma tutti ci mettevano il cuore.. probabilmente li sentirete.. l’entusiasmo a discapito dell’intonazione…. Ad accompagnarli un tamburo un tamburello due di quegli strumenti con i sassolini all’interno e.. una ruota dentata con una bacchetta metallica.. L’insieme era… non so definirlo se non “speciale” e “fantastico”. Anche le letture in inglese da parte dei bambini che si inceppavano e poi ripartivano… Ma c’era il cuore!!! C’era gioia!!! Degna conclusione di giornata con sensazioni profonde e la pelle d’oca alle braccia e sulla schiena.

Ci scusiamo per non mettere foto ma internet va e viene!! Promettiamo che domani da Nairobi ci rifaremo (speriamo).

Altre cose notevoli della Giornata:

Fatto la spesa per i bambini di suor Alice.. una gioia vedere la sua felicità quando lei ci chiedeva “posso comprare anche questo?” e noi dicevamo.. aggiungi aggiungi…

Una infermiera ha definito la Lucia “un mercatino ambulante” per tutti i braccialetti che aveva addosso.

La bambina Sharon che ha aspettato che facessi la doccia solo perdirmi “ciao” e farsi fare una carezza sulla testa per poi scappare a casa.

I bambini di prima elementare che dopo il pranzo dormono con la testa appoggiata sul tavolo.

Buona notte Italia a domani…

PS

Una considerazione così a caldo, forse scontata ma non lo è proprio..

Perché chi ha meno sembra sempre essere più felice??????

Un sorriso a tutti!

 

In viaggio verso Embu

Sveglia prestino questa mattina, erano le 5 che ci siamo alzati. Grazie Silvana (la gestrice della Guest House) che ci ha preparato la colazione! Alle sei in auto e via verso.. Nanyuki, Gikondi ed Embu. Per le nove arriviamo a Nanyuki niente di speciale se non che è sull’equatore, ci sono i banchetti dell’artigianato locale e ci fermeremo a trovare Mary alla Procuratoria. La tappa ai negozietti è stata come al solito una “trattativa continua ed estenuante” dove, come al solito la Lucia (Chiamata santa Maria Goretti) vince e strappa prezzi incredibili. Siamo sempre convinti però che vincano loro guadagnandoci sempre qualche cosa. Dopo un caffè fatto come “Dio comanda” dalla Mery in auto di nuovo verso l’appuntamento più importante della giornata. Andiamo a Gikondi a mettere la targa in ricordo della Luigina Bortolato sulla classe in via di sistemazione della scuola. C’è un poco di tensione in auto ma questa volta noi non c’entriamo. Sono le suore che si sonon capite male e quindi arriviamo un poco in ritardo ma… nessun problema tuto a posto. Alla scuola si notano molti progressi rispetto all’ultima visita di febbraio… i tempi di lavoro sembrano più europei che africani!!! Ci mostrano l’aula e, meraviglia dove c’era terra battuta ora c’è un pavimento liscio e perfetto, i muri grezzi di mattoni sono stati intonacati e pitturati. Le finestre sono state installate. Ci spiegano che i vetri, e le rifiniture verranno fatte a breve dopo che la veranda verrà completata. Hanno paura che durante i lavori si rompa qualche cosa. Anche l’esterno verrà intonacato per cui decidiamo dove la targa andrà posizionata definitivamente (sopra la porta ci dicono così tutti gli studenti la vedranno entrando). A questo punto consegniamo ufficialmente la targa alla Direttrice della Scuola Mary e a Suor Serafina (madre regionale delle Suore) e poi facciamo alcune foto con la targa sulla porta di entrata dell’aula assieme ad alcune studentesse. A nome della Luigina consegniamo alla direttrice anche due copie di un dizionario che abbiamo scovato a Wamba. Anche per questo piccolo dono riceviamo immensi ringraziamenti che giriamo subito a tutti voi che ci aiutate sempre in tutti i modi ad aiutare gli altri. stato miglior modo per ricordare la Luigina (Gigi) almeno per quanto riguarda il suo grandissimo contributo e impegno nell’ambito dell’Associazione. Un ringraziamento particolare a Ivone, alla famiglia e al Direttivo che ci ha permesso di fare questo piccolo gesto.

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scusate la qualità delle foto ma qui la connessione è pessima. Appena possibile caricheremo le foto in formato originale

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Giunge poi il momento di svuotare le valigie per lasciare tutti i vestiti, scarpe e accessori che abbiamo recuperato in questi mesi. La “montagna” di vestiti è stata scaricata nella casa della Direttrice che provvederà alla distribuzione e che ha seguito con esclamazioni sempre più sorprese e piene di gratitudine ogni pezzo che tiravamo fuori. Anche per questo dobbiamo ringraziare tutti quelli che ci hanno donato abiti, scarpe e altro. Vorrei ancora una volta lodare la Lucia che dalla sua borsa stile “Mary Poppins” riusciva (giuro non so come fa) a trovare sempre un foulard, una cravatta o altro per fare piccoli doni specifici per tutti. Scusate il messaggio in codice per “Penna Bianca”… un orologio alla Josephine prossima studentessa universitaria, uno alla Direttrice della scuola e uno alla Serafina!! Giunge al termine la visita a Gikondi. Montiamo in auto con Uambogo che ci dice a bassa voce “ora siamo liberi senza le suore facciamo quello che vogliamo”… Infatti la prima tappa è subito in un ristorante… chiamiamolo così (enorme nostalgia del “Graspo”) dove pensate mangiamo in 3, paghiamo anche il parcheggio (tutto il mondo è paese e stavamo per prendere la multa per divieto di sosta………) e ci costa circa 9 euro in tutto! Riprendiamo fiato e via verso Embu e Suor Alice…. Arriviamo verso le 4 e scusateci.. crolliamo a letto per un pisolino quando ci svegliamo guarda caso piove… Roby tu capisci cosa intendo vero?? A Embu internet funziona solo in mezzo al prato e come a Febbraio qui piove. Con Lucia sappiamo che è nostro obbligo mettere le foto sul sito e lo faremo anche sotto la pioggia!!! Scusatemi questa seconda intromissione personale ma volevo ringraziare la Roby per aver collezionato gran parte degli abiti e altro che ho portato qui e per “sopportarmi”… Pensavamo di avere visto tutto in fatto di “trasporti” ma.. guardate qui…. Ora è quasi ora di cena e cerchiamo di postare questo resoconto odierno….. Un salutone a tutti!! A domani!!!!

Il giorno prima della partenza da Wamba

Ciao a tutti,

scusateci per il ritardo con cui scriviamo e per (ve lo anticipiamo) l’assenza di foto. Promettiamo che domani integreremo il tutto.

Giornata molto intensa oggi che inizia con una telefonata alle 7 di mattina di non so bene chi… La Luci nel frattempo è già partita per i sui primi giri.

Alle 8 incontro all’ospedale per parlare di assicurazioni sanitarie. Ovviamente noi due e Padre Charles arriviamo alle 8,30 e non c’è ancora nessuno… Poi finalmente incontriamo solo una delle 2 persone con cui dobbiamo parlare…. la situazione sembra buona visto che già alcuni dei bambini da assicurare sono stati identificati e riconosciuti ma.. sono solo 40 su 600… Al contempo scopriamo che per ogni bambino servono ben 7 diverse pagine di certificati per cui il costo non è quello del certificato di nascita .. ma quello della carta che, ovviamente, l’ospedale non fornisce. Ci lasciamo con l’intenzione di rivederci al pomeriggio dopo ovviamente, aver comprato alcune risme di carta.

Caffè di mezza mattina e siamo pronti per le visite alle scuole e agli asili….

Asilo della paraocchi n(quello con i bambini vestiti di rosso per chi ricorda le foto). Solo 250 bambini al momento che ci “assalgono” (vedrete domani le foto) solo per dire ciao e poterci toccare una mano… Ormai ci chiamano per nome e la cosa più bella è che questa loro gioa oggi è proprio spontanea… ci siamo presentati senza colori ne caramelle….. Sono solo felici di vederci e di farsi fare una fotografi. Ohhh tranquilli le caramelle le porterà domani padre Chjarles a nome nostro.

Visitati poi altri due asili sempre più “spersi” e dobbiamo dire che ogni volta le feste erano le stesse. La buonissima notizia è che tutti gli asilo avevano maestri e cibo fornito dal governo (fino a che dura gioiamo). Addirittura in un asilo il maestro ci elenca delle cose che potrebbero servire ma quella assolutamente più importante sono i quaderni che mancano… Indovinate un po cari amici…. assieme alla carta da fotocopie abbiamo comprato anche 110 quaderni (un quaderno qui costa 10 centesimi di euro). Un quaderno poi basta ber due bambini visto che lo tagliano a metà!. Ohh comprato anche un carico eccezionale di caramelle (in 3 asili ci sono quasi 600 bambini!!!!!!).

Ultima visita della mnattina la scuola elementare con oltre 1200 bambini che ridono, cantano e vogliono toccarci per poi tornare a giocare con la mitica palla fatta con gli stracci o con i sacchetti di plastica. Anche qui discusso di possibili lavori e progetti futuri.

 

Pranzo e meritato pisolino e alle 2.45 pronti per tornare all’ospedale.. dove, ovviamente con c’è ancora nessuno e noi aspettiamo salutando ormai tutti quelli che ci chiamano per nome……

Ad un certo punto il pomeriggio accelera… compaiono le persone che dobbiamo incontrare e la discussione si prolunga, Suor Linda vuole rivederci per nuovi progetti, riceviamo un progetto da parte dell’ospedale, il dottor Nassir si ferma per commentare alcune cose per il futuro, la segretaria della parrocchia ci vuole vedere, Padre Charles, sant’uomo, ci aspetta e ci accompagna in giro. Un ultimo salto in chiesa a salutare tutti e finalmente abbiamo finito.. No!!!

ci siamo dimenticati della suora Stefanita che a 94 anni non riesce a far andare internet e ieri gli abbiamo promesso di mandare una mail a suo nipote. Sosta dalle suore a prendere il messaggio scritto a mano e l’indirizzo mail (speriamo che sia quello giuto). Appena vi saluteremo qui dovremo decifrare la calligrafia…

pensate che questa suora ancora insegna a scuola e dopo la malaria di questi giorni ci ha detto che non vuole andare in casa di riposo perché li sono tutti vecchi e sordi e la farebbero morire… Averne di gente così in giro.

In attesa della cena si fa buio e quando pensiamo di aver finito riceviamo una chiamata dal cancello della guest house e ci vengono richiesti due paia di scarpe… Per quelle da donna non ci sono problemi la Lucia ha già dato via le sue e le sue scorte ma la Robi ne ha messe in valigia alcuni paia delle sue. La lucia mi chiede semplicemente :”Paolo hai delle scarpe che ti avanzano”? Io al primo momento rispondo no Luci viaggio leggero e ho queste addosso e un paio di ricambio visto che strano arrivando le piogge. Dopo 5 minuti la Lucia mi richiede :”Paolo hai un paio di scarpe che ti avanzano?” L’illuminazione mi colpisce subito.. io ne ho due paia devo solo scegliere con quale paio tornare a casa, le altre non mi servono..

Guarda caso la mia taglia andava perfettamente bene al ragazzo che ce le ha chieste .. Quelle della Roby pure!

Domani vi saprò dire se ho scelto bene e i piedi non mi faranno male….

Cena e ultimo saluto a Padre Charles… Scusateci ma teniamo per noi quei 10 minuti di camminata sotto le stelle parlando con quello che possiamo veramente dire è diventato nostro fratello.

Quando gli diciamo che ci mancherà lui risponde.. non sapete quanto mi mancherete voi.. non ho visto la faccia della lucia ma vi assicuro che a me una lacrima è scesa… basta su questo perché sono sentimenti troppo profondi per essere messi per iscritto e ci sono ancora le valige da fare e, ovviamente domani si parte tardino con comodo sulle 5.45….

Dimenticavamo di ringraziare tutti quelli che ci hanno augurato un buon viaggio rilassante e riposante .. non ci facciamo mancare proprio niente!!!

Buonanotte a tutti e grazi per che ci segue a domani verso Gikondi!!!!

Sempre a Wamba

 

 

 

 

Giornata tranquilla oggi a Wamba.

Sveglia alle 6.30 per partecipare alla prima messa (quella degli studenti). Come da manuale messa molto breve, solo 1.45.

Padre Charles celebra e ci fa risuonare nella testa la sua voce attraverso il sistema di amplificazione nuovo sovvenzionato da Don Roberto (ringraziato pubblicamente dal Sacerdote e dall’assemblea con un applauso scrosciante.

Notevole l’utilizzo di incenso in ogni occasione e alimentato da un fornello pieno di carbonella all’esterno della chiesa. Ogni occasione era buona per una spruzzatina di incenso da parte dei 10 chierichetti che a momenti oscuravano padre Charles in una nuvola molto profumata.

Siamo sicuri che non riusciremmo a spiegarvi l’effetto di oltre 300 studentesse in uniforme che dopo un inizio assonnato si sono scatenate nei canti e nei balli a suono di tamburo e di un’altro strumento che non sappiamo definire.

Al termine della celebrazione come ci aveva preannunciato  veniamo chiamati sull’altare dove padre Charles da il meglio di se. Inizia a presentarci praticamente dalla “genesi” ricorda Don Roberto che gli ha chiesto cosa volesse per la chiesa di Wamba, poi passa a descrivere la stanza dove a dormito a Chirignago definendola “la casa di Bergoglio (con le mie scuse a sua Santità). Poi da la parola a Lucia e a Me. Alla domanda sapete chi  è “Lei”.. rispondono “Mamafrica anche le panche e il cero pasquale”. Quello che stupisce moltissimo è che molti, ma sempre meno che la Lucia, conoscano anche il mio nome…Effetto della cerimonia di graduation penso.

Terminata la messa colazione organizzazione delle valige per il trasferimento fino a quando….. Compare Padre Charles per invitarci alla Messa Solenne con tutta la popolazione… Onestamente non siamo proprio felici di riascoltare il tutto in swaili ma per più tempo della mattina.. senza capirci proprio nulla. Cominciamo a trattare all’Africana e riusciamo a convincerlo a farci partecipare da metà messa in poi (dalle 10,30).

Tralasciamo i colori, i canti e il trattamento a base di incenso della seconda messa (Roby non è fumo di sigarette quello che sentirai ma incenso!!!!!!!) al termine comunque la storia dell’impianto di amplificazione si ripete (tale e quale ma forse un pochino più a lungo perché conoscevamo già le battute da dire).

In questa seconda versione oltre all’applauso per Don Roberto c’è stata anche una preghiera comune per Lui.

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Particolare della seconda celebrazione

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Si può notare la nube che comincia a formarsi

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particolare della cassa stile Discoteca appesa in Chiesa.

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Seconda messa tra i bambini

Il pomeriggio inizia alle 15 con un incontro con il Parroco attuale (padre Lukas9 durante il quale nulla di speciale viene discusso.

Successivamente visita alla Scuola di Santa Teresa dove, ovviamente ci godiamo il meritato premio Domenicale che assume la forma del gelato fatto in casa dalle Suore.

GRAZIE!!!!!!!!

Ora cena….

A domani:-)

Terzo Giorno a Wamba

Buongiorno a tutti eccoci in serata a raccontarvi il giorno appena passato a Wamba. Giornata tranquilla diremmo (si fa per dire) ma il nostro lavoro continua con soddisfazione. Oggi vi descriviamo la giornata con due storie Lucia e la bici rossa Da tempi immemorabili, da sempre praticamente, la Lucia ha avuto in “dotazione ” una bici rossa che le permetteva, nei tempi eroici in cui non esistevano ancora i fuoristrada, di scorrazzare per la savana. Credo che l’origine della bici possa essere fatta risalire al fondatore dell’ospedale. Sulle due ruote (rigorosamente di gomma piena perché altrimenti vi immaginate le forature) la Lucia andava prima con Suor Micaelita nella savana a distribuire farmaci e fare visite per poi tornare all’ospedale. All’ospedale con orrore del compianto prof. Rama la nostra Lucia attraversava la sala operatoria (con la complicità delle infermiere) in barba alle regole di igiene, comportamento etico e professionale. Probabilmente la bici rossa la avrete vista in un cartellone quando c’era la mostra su Wamba. La bici ovviamente veniva “posteggiate” dalle suore durante l’assenza di Lucia. Potete immaginarvi la sorpresa arrivando alla Guest House di Wamba nel trovare la bici modificata nel corridoio di accesso. Per farvela breve le Suore, sbagliandosi hanno dato in “concessione” la bici ad uno dei più vecchi cooperanti presenti a Wamba che, trovandola non di suo gusto (troppo alta e con il manubrio troppo dritto), saldatore e martello alla mano la ha modificata come riteneva opportuno. Alla scoperta è seguita una discussione tra il serio e il faceto con un nulla di fatto in conclusione. Colpa delle suore?? colpa del cooperante?? colpa di nessuno?? Fattostà che la Lucia per il momento è appiedata. Fortunatamente che al momento padre Charles ci scarrozza in giro alla necessità! Per il futuro si vedrà. C’è da dire in conclusione che a parte le “ferite” morali della Lucia non ci sono grosse conseguenze ma nelle lunghe notti africane dove la televisione si preferisce non guardarla (o addirittura non c’è) anche un bel dibattito sulla bici rossa aiuta a passare il tempo e a scambiarsi le opinioni!

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La “mitica” bici rossa!!

Grace e le capre

Probabilmente chi segue le vicende dell’associazione si ricorderà di Grace. Grace è una signora di Wamba che a fianco del suo lavoro e della sua famiglia (commercio di animali) svolge anche attività di supporto ai bambini poveri. Dovete sapere che alcune famiglie sono così povere che i bambini dell’asilo mangiano solo durante la settimana scolastica poi durante il fine settimana… nulla.

Ecco nei sabati e nelle domeniche interviene Grace che normalmente sfama una cinquantina di bambini. Il governo passa del cibo, ma sempre troppo poco, per il resto ci sono gli aiuti e le donazioni. Durante il mio primo viaggio a Wamba (maggio 2013) l’Associazione donò alcune capre per fornire latte. Oggi abbiamo comprato alcuni sacchi di zucchero e farina e.. il pranzo è servito!

Non credo io possa trovare le parole per descrivere le sensazioni provate ma le parole “gioia” quando li abbiamo visti mangiare e “futilità dei nostri problemi” sono quelle che mi vengono in mente a botta calda.

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Arrivano le provviste e.. la Lucia con le “immancabili” caramelle!

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Si mangia!

In conclusione poi… abbiamo trovato un bambino con addosso una delle mitiche e famose magliette fatte a ferri dalla “Severina Trevisiol”… un’altra della tribù Trevisiol coinvolta dalla instancabile Lucia.

Buona notte e a domani…….

 

 

Secondo giorno a Wamba

Ciao a tutti siamo sempre noi che al termine della giornata vi raccontiamo come è andata.

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I “fantastici” 3 addobbati per la cerimonia.

 

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Sempre studiare!!!!

Giorno di grandi cose!!!! Immaginare e vedere Paolo con la toga è abbastanza facile dato il lavoro che fa ma… la Lucia in veste di “laureanda/laureata”??? L’Africa e Wamba fa anche questo!!!!!

Oggi giornata di “graduation” alla scuola infermieri. Io (paolo) mi sono alzato alle 6 perché anche dopo anni di esperienza ancora mi agito tantissimo quando devo parlare in pubblico soprattuto se non parlo di ortaggi.

Con la Luci ci siamo avviati verso l’ignoto (perché non avevamo idea di cosa ci sarebbe accaduto verso le 8. Arrivati alla scuola.. la prima “bella novità”.. inizia la vestizione (avete presente i toreri che sono aiutati ad indossare la “divisa”??) a noi è successo lo stesso: uno ti infila la toga poi mentre un’altro ti ficca in testa il cappello (tocco??) un terzo ti fa indossare… non sappiamo come si chiama ma è una specie di stola in raso colorata (lo vedrete nelle foto) e te lo fissa con una spilla da balia da “elefanti” perché almeno la mia era veramente enorme….

A questo punto inizia un celebrazione “normale” secondo i tempi Africani ma infinita secondo i criteri “normali… processione di 25 minuti poi una messa molto breve (circa 2 ore) celebrata dal Vescovo Pante (vedi foto) al termine della messa inizia la cerimonia vera e propria e indovinate con cosa???

Mi fanno piantare un albero (forse la cosa più normale per me) in ricordo della classe che si laurea… Ve la facciamo breve.. 8 o 9 erano le persone invitate a parlare. Alcune hanno solo salutato soltanto mentre alcuni (politici) hanno fatto un vero e proprio comizio interminabile.

Ah.. dimenticavamo di dirvi che il tutto si svolgeva con 35 gradi all’ombra ed eravamo vestiti rigorosamente di nero… Credo si possa dire che eravamo come “uova sode” alla fine.

Finalmente arriva il momento di parlare ai laureandi, io in inglese e Lucia rigorosamente in Italo-anglo-swailo–samburu_veneto con traduzione simultanea a adattamento/smussamento/adeguamento del testo alla situazione. Solo un attimo di paura (mio di paolo) quando Lucia esordisce con “visto che ci sono i politici, io vorrei dire loro qualche cosa”. Panico guardo Suor Linda che sta per svenire, il vescovo sorride ma solo perché imprecare non può… Con uno sguardo mi fanno capire che il piano è: la ascoltiamo e poi traduciamo a modo nostro….. Sorpresa generale la Lucia si controlla e ancora una volta lascia parlare il cuore. Termina la cerimonia con la consegna dei diplomi, la recita della preghiera delle infermiere e.. finalmente (sono quasi le 14,30) il pranzo!!!

Omettiamo la discussione con il Vescovo e l’Amministratore della diocesi dato che la faccenda è abbastanza complicata. Basti dire che ci siamo lasciati con buoni propositi per l’ospedale e un primo passo verso una stretta collaborazione.

Nel pomeriggio una sorpresa meravigliosa. Vi ricordate padre Charles??? Ci ha aspettato per accompagnarci a Narrapai (asilo sotto l’albero).

Giounti in prossimità dell’albero.. si vede già e ancora la nostra cucinata quella intitolata alla NIla e non solo…… C’è anche una costruzione!!!! Una sala che funge da asilo e sala polifunzionale.

Per farvela breve… in conseguenza della nostra idea di costruire la l’asilo e delle richieste di permesso di Padre Franco.. il governo si è mosso e ha costruito. C’è ancora da fare ma il grande passo è stato fatto!!!!

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La “nostra” cucinata, ancora in piedi e sempre più utilizzata!!

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La “sorpresa” di un nuovo asilo a Narrapai!!!

Per ora vi lasciamo.. domani giornata di pianificazione e colloqui per il futuro ma forse qualche altra sorpresa ci sarà…..

Ciao e buona notte

Di nuovo in Kenia….

Carissimi tutti,

siamo di nuovo in Kenia!!! Finalmente verrebbe da dire. La nostra visita è motivata come sempre dalla necessità di mantenere i contatti con i nostri amici che seguono i progetti in loco, ma anche per valutare la situazione dopo la partenza di Padre Franco.

Siamo arrivati a prendere l’aereo a Venezia… proprio per un pelo dato che sia la Lucia che io abbiamo dovuto lavorare fino all’ultimo (io sono partito da Padova, dopo essermi cambiato in un bagno alle 2.45.. con il volo alle 5…).

Sul nostro volo ad Amsterdam è salita anche una delegazione Keniota con il Presidente della repubblica (che non abbiamo visto perché lui in Business e noi in Economy) che ha fatto partire il volo in ritardo di 45 minuti. Arrivati a Nairobi poi… parcheggio dell’aereo alla fine della pista perché c’era la banda che aspettava la delegazione… risultato… un’altra ora ad aspettare.

Come direbbe un caro amico.. fino a mezzanotte è ancora oggi:-)

Ora siamo in auto per il trasferimento a Wamba ma ci fermeremo per cambiare soldi, caricare i telefoni , spero, a fare la pipì che mi scappa tantissimo!

La Lucia solo all’idea di aver messo piede in Africa ha già ritrovato la sua grinta e continua a fare piani di battaglia!!

Abbiamo ritrovato i colori, i sapori, gli odori dell’Africa, ce li siamo sempre portati dentro ma essere di nuovo qui è sempre bellissimo. Bellissimo anche se ci portiamo nel cuore gli affetti delle persone lasciate a casa e nella testa un poco dei problemi e delle preoccupazioni.

Sono sicurissimo che troveremo affetti e problemi ad aspettarci quando torneremo ma per ora… Viva WAMBA!!

Alla prossima

Paolo

Breve aggiunta di fine giornata. Per tutti quei “tanti o pochi” che si interessano al nostro viaggio volevamo dirvi che siamo arrivati sani e salvi a Wamba.

Quando abbiamo deciso di partire tutti si sono preoccupati di ebola, dei terroristi, dei ladri… ma nessuno ha pregato per proteggerci dai guidatori kenioti!. Il nostro autista “Uambogo” mentre guidava con una mano sola a 120 all’ora sullo sterrato in mezzo alla savana cercava di convincerci che più veloce andava più sicuri eravamo perché non si sentono le vibrazioni dello sterrato e i rapinatori non riescono a fermarci….

Credo non serva dirvi.. che non ci ha rassicurato per nulla.

Siamo salvi comunque e vi diamo la buona notte.

a domani!

Lucia e Paolo

Il ritorno

La fine del viaggio!!!

Carissimi tutti come alcuni di voi sicuramente già sanno siamo tornati sani e salvi! Arrichhiti da questa esperienza e pieni di gratitudine per chi ci ha permesso di fare questa esperienza e per voi che sorprendentemente avete fatto salire alle stelle (oltre 2600) le visite a questo brogliaccio.

Come degna conclusione vorremmo farvi ancora leggere 3 brevi paragrafi scritti da noi che riportano… le nostre impressioni locali!!

Un caro abbraccio a tutti e a.. rivederci presto per i prossimi viaggi!!!

Le donne (Roby)

Siamo atterrati a Venezia alle 9 circa stanchi, assonnati, sudati e puzzolenti ma comunque contenti di ritornare a casa nostra.

Resta da tirare le somme di come è andata l’esperienza a WAMBA.

Immagino che gli altri compagni di viaggio parleranno delle grandi emozioni suscitate dai bambini negli asili e per quello che ci erano prefissati di fare e che abbiamo portato a termine. Spero di non risultare insensibe facendo la “diversa” parlandovi di un altro aspetto che mi ha colpito particolrmente e di cui poco si parla (non che i bimbi non mi piacciano ma già li conoscevo dai racconti di Paolo e Lucia).

Le DONNE.

Sono consapevole che in pochi giorni di esperienza  non posso aver capito e visto tutto e non ho la presunzione di avere la verità in tasca, ma è certo che ho avuto modo di vedere ed incontrare molte donne che poco chiedono per se.

Una gran varietà: giovani e vecchie, bianche e nere, ” ricche” e povere, che hanno studiato e non.

Nulla di strano se non fosse che merita spendere alcune parole per tutte loro in quel specifico paese.

Ci sono donne che nemmeno si vedono sotto il loro carico di merce che faticosamente trasportano sulle loro spalle e camminano ai bordi di una strada per chilometri e chilometri.

E cosa dire di quelle bambine che già sono donne e portano sulla loro schiena piccoli bambini che a volte sono i fratellini a volte sono già i propri figli.

Ricorderò sempre con piacere Mary, Amina,Maria, Josefine e tante altre di cui non ricordo il nome che lavorano come insegnanti presso asili, le scuole femminili, primarie, secondarie e professionali: hanno già percorso la strada scolastica e adesso trasmettono con grande entusiasmo la loro esperienza e conoscenza scolastica ad altre ragazze più giovani.

Ho conosciuto delle altrettante splendide, prima di tutto, donne come suor Serafina, suor Carletta, suor Linda e le altre consorelle impegnatissime a dirigere e coordinare le scuole che accolgono un gran numero di studentesse che possono e non possono permettersi di andare a scuola. Tutte cercano di offrire una possibilità di realizzazione mediante lo studio alle proprie studentesse superando situazioni di disagio e degrado.

Suor Giovanna Pia che guida con autorevolezza il personale ospedaliero ma sopratutto conosce tutto di tutti; per non parlare di Ester, Agnese e tutto il personale dell’ospedale che si applica con attenzione alle problematiche relative alla salute.

Le stesse ragazze che frequentano i diversi istituti scolastici che hanno una voglia di studiare e alimentare le loro conoscenze a tal punto che accettano anche di dormire in piccole baracche di legno e lamiere, di mangiare in un refettorio privo di finestre, pavimento e tavoli, di fare lezioni in aule con banchi insufficienti per tutte loro pur di avere una possibilità nella vita. Il tutto fatto sempre con il sorriso sulle labbra.

Hanno voglia di riscattare se stesse.

Donne semplici come Evelin la segretaria della missione, Mary la sarta, le ragazze della gest house:donne dai sorrisi solari che riescono a superare la diversità linguistica e si fanno in quattro per farsi capire e farti sentire a casa.

Suor Alice, suor Maria e le altre sorelle che accolgono e insegnano ai bambini di strada per strapparli così ad un mondo troppo adulto per la loro età.

Per non parlare delle donne povere della savana che vivono nelle magnate: accudiscono i figli, vanno a prender l’acqua, si occupano della capanna. E poi ad un tratto in mezzo al nulla  come macchie di colore sono le stesse donne che si muovono singolarmente percorrendo a piedi moltissimi chilometri. Basta sedersi sotto un albero di acacia in mezzo a loro per sentire che piano piano ti concedono il loro sorriso e a quel punto non c’è diversità tra me e loro, non conta il colore della pelle, non conta la lingua che parli.

Bastano i gesti: basta una foto perchè si avvicinino a te curiose di rivedersi nella macchinetta;un sorriso ed una carezza al loro bimbo che portano sulla schiena; è sufficiente che Vanda prima di lasciare un out post in cui eravamo in visita si tolga le sue ciabatte per donarle a una di loro che è scalza per ricevere un grazie e una benedizione in Samburu.

E allora le lacrime ci rigano il viso.

Un giorno speciale in giro per gli asili (Lucia)

Un giorno speciale in giro per gli asili

 

Come una giornata qualunque può diventare un giorno speciale.

È accaduto oggi quando con padre Franco siamo andati a consegnare le divise in due asili della parrocchia di Wamba.

I bambini non erano stati avvisati e neppure gli insegnanti, nonostante ciò siamo stati accolti da grandi sorrisi.

Al primo asilo, quello di Milimani, c’ero già stata altre volte, oltre alla divisa abbiamo portato materiale didattico e naturalmente le caramelle.

Sorrisi, gioia, canti hanno accompagnato la “vestizione”. Le bambine con il grembiule lungo fino ai piedi che loro amano tanto!

Il tempo purtroppo scorre troppo in fretta in queste occasioni, perciò di corsa per la consegna ad un’altra scola materna.

Qui scatta la commozione fino alle lacrime.

Il maestro stava scrivendo alla lavagna, mentre i bambini con i gessi scrivevano sul pavimento tutti seduti per terra.

Qualcuno si è spaventato nel vedere i nostri volti “pallidi” e per loro stranieri.

Ma è bastato sedersi per terra in mezzo a loro, aspettare pochi minuti per permettere di venire pian piano ad accovacciarsi fra le braccia.

Mai, mai più dimenticherò quegli sguardi, quell’abbandono ad una carezza ad una coccola sentire il loro cuore battere forte vicino al mio.

Mentre Roberta, Mary e il maestro continuavano a far indossare la divisa nuova a tutta la classe, io mi sono lasciata perdere in questo abbraccio e le lacrime sono scese copiose ma serene sul mio viso.

Ho guadato l’orologio ore 12.30, ora di pranzo, mi guardo intorno ma di cibo nemmeno l’ombra.

Ho chiesto informazione, mi è stato risposto che il governo non fornisce il cibo da almeno 20 giorno. Noi avevamo solo caramelle, mi sembrava veramente poco, però purtroppo oggi è andata così.

Devo dire la verità, non sarei mai andata via, mi ha aiutato a farlo quando alla fine assieme a loro abbiamo cantato una canzoncina in italiano, che loro naturalmente hanno imparato subito.

Ora è scesa la notte, fuori il cielo è stellato, c’è la luna piena ma il vento soffia forte e io penso che i “miei” bambini rannicchiati nella loro capanna potrebbero aver freddo.

Rivedo i loro occhi dolci, profondi, occhi di bimbi speciali, che sanno sorridere e gioire anche per una caramella, un abbraccio.

Buona notte piccoli miei, sognate la vostra divisa nuova che vi rende ancora più belli e grazie per la lezione che anche questa volta mi avete donato.

Astante sana mamma africa.

La mia seconda esperienza (Paolo)

Eccoci alla fine del viaggio già sepolto dal lavoro che ho trovato sulla scrivania ad aspettarmi.

Cerco di fare una selezione tra le moltissime cose che mi porto a casa dopo questo secondo viaggio a Wamba.

Di sicuro è stata un’esperienza più ragionata che ha avuto momenti puramente “emotivi” (come non commuoversi davanti a certe situazioni) ma anche aspetti più ragionati e meditati soprattutto in funzione del mio nuovo ruolo in Associazione.

Sono tornato in Italia stanco ma pieno di una carica nuova, ancora più convinto che noi si debba fare, che si debba continuare a fare. E’ strano perchè le persone che incontriamo durante i nostri viaggi ci ringraziano per quello che diamo e portiamo ma soprattutto per la carica che diamo loro per il supporto che ricevono sapendo che in Italia c’è gente che “lavora con loro”. Io quando torno sono a mia volta carico di energia (mentale almeno) e di nuove idee e propositi da mettere in atto per cercare di fare un pochino di più.

Scusatemi se sembro, e magari sono, sconclusionato ma è esattamente come mi sento da quando sono rientrato. C’è una parte della mia esperienza che è sicuramente troppo intima e personale da poter essere descritta e condivisa (e per questo mi scuso con voi) e una parte, che  è data da un marasma di emozioni, sensazioni, suoni, colori, gusti odori che non riesco ad organizzare e forse a capire completamente in modo da poterle descrivere correttamente.

Mi restano nella mente i sorrisi di tutti quelli che ho incontrato tanto da farmi pensare che uno più è povero più sorride.. forse perchè chi è povero riescie a dare il giusto peso alle cose…

Mi restano in mente le splendide persone che ho incontrato siano esse uomini o donne, religiosi o meno.. splendidi per la loro dedizione per la loro generosità per il loro essere completamente per gli altri….

Mi restano in mente i cieli stellati e le immense distese che ti fanno pensare a Dio…..

Mi restano in mente, scusate l’escursus professionale, gli studenti dagli asili alle scuole di maggiore livello, per quanto sono motivati e tenaci per come realizzano che l’istruzione sia un mezzo per crescere e migliorarsi nello spirito e nella vita……

Mi restano in mente le parole di Emilio che dopo 10 giorni a Wamba come oculista ha detto: “noi siamo abituati ad essere ringraziati perchè diamo agli altri di nuovo la vista ma ora dobbiamo ringraziare l’Africa per avere dato a noi una nuova vista/visione della vita!”

Credo che anche questa volta il senso ultimo del viaggio sia stato che sono partito per dare qualche cosa a qualcuno ma sono tornato portando a casa molto di più di quanto io abbia effettivamente dato…

GRAZIE A TUTTI!

Giorno 11

Inizia il ritorno…

Buongiorno cari amici,

quì sono le 6.56 e da voi due ore prima.

E’ iniziato il nostro trasferimento verso Nairobi dove cercheremo di prendere l’aereo questa sera/notte verso le 23.40.

Questa mattina levataccia!! Siamo partiti alle 4 TristePiange!! Si proprio alle 4 perchè ultimamente si sono verificate, dopo alcuni anni di “pausa” delle rapine sulla strada. In poche parole le auto vengono fermte sulla strada (il pezzo di sterrto lungo 50 km) e i passeggeri rapinati. L’ultimo evento è accaduto 4 giorni fa allo stesso nostro autista di questa mattina. Sembra che il modo migliore di evitare questi “contrattempi” sia quello di partire quando nessuno ti vede o è in piedi e… vi assicuro che alle 4 di questa mattina eravamo gli unici svegli! Beh svegli è una parola grossa.. diciamo alzati!! D’altro lato il viaggio in mezzo la savana con la lune è stato veramente bello!! A rallegrarci poi c’erano i dik dik (non il complesso), piccole gazzelle selvatiche che correvano a fianco la macchina e la comparsa per pochi secondi di una zebra che correva parallela alla macchina!

Ora siamo a Meru in attesa del prossimo autista che ci accompagnerà fino a Gikondi dove visiteremo una nuova scuola in costruzione anche con il nostro supporto.

Ora ho trovato del caffè e vi lascio per scolarmene un paio di tazze.

A dopo..

PS la Lucia è un poco innervosità per le “incomprensioni” con le suore mentre la Roby ha trovato un divano è ci si è fiondata sopra… dorme di già!!

Questa dovevamo proprio farvela vedere!!! Cucinetta finita con targa in memoria di Nila. Un sogno realizzato per noi e una prima piccola promessa rispettata..

Ciao a tutti!!

Miracoli della tecnologia!! Sono seduto dietro ad un fuoristrada in direzione Nairobi.. Ad essere completamente onesto.. lo stimolo a scrivervi adesso non è tanto la voglia di condividere le nostre esperienze  (anche se…) quanto la necessità di distrarmi da questo pazzo indiavolato che chiamano “driver”….

La strada ha una corsia e mezzo (forse meno) e si snoda tra colline e saliscendi. Il problema è la “fauna” che popola questa strada.. Oltre le normali auto (spesso malandate e di grossa cilindrata) si trova un vasto assortimento di matatu (furgoncini adibiti a pulman), camioncini, camion, grossi camion (tutti rigorosamente vecchi di almeno 15 o 220 anni. Ci sono anche i Tuk tuk .. qualche cosa di simile alle nostre Apecar.. ma con una moto al posto della ca bina di pilotaggio… Poi scendiamo di dimensione… motociclette con 3 o 4 persone a bordo, barili, canne da zucchero e qualunque altra cosa possa venirvi in mente!! Oltre le moto (125 cc) ci sono anche bici che trasportan o la stessa quantità e varietà di roba ma solo un passeggero (quello che pedala).

In questo momento abbiamo appena superato un carretto stracarico di erba trainato da buoi.. ma apparentemente senza alcuno a bordo…. Boh…..

In ogni caso questa mattina siamo andati a visitare la Scuola secondaria di Gikondi… Vi daremo molte altre notizie su questa scuola.. Per ora vi diciamo che ci sono 97 studentesse delle superiori che vivono e studiano in condizioni “inimmaginabili” ma.. sono felici e orgogliose di poterlo fare (si considerano “fortunate”).. In un’aula frequentata da 28 studentesse ci sono.. anzi scusate c’è UN SOLO BANCO!! Con il pavimento in terra battuta… Volevano farci entrare a vedere il dormitorio (una baracchetta fatiscente in legno e lamiera) ma abbiamo gentilmente rifiutato per rispetto e delicatezza nei confronti delle ragazze.. Abbiamo detto che andremo a visitarlo quando (speriamo) riusciremo a trovare i fondi per dare loro un alloggio più decente e dignitoso…

Ogni momento che passiamo in queste zone realizziamo quanto fortunati siamo stati e siamo ad essere nati in un posto diverso da quello in cui ci troviamo ora… Ci rendiamo pure conto della inadeguatezza di quanto scriviamo e della futilità di molti dei nostri problemi e pensieri di quando siamo a casa.

Abbiamo fatto anche una tappa per comprare una serie di regalini/pensierini di artigianato locale…Si voi che ci siete vicini sapete che vi “toccherà” un portachiavi o una statuina o qualche cosa che magari non vi piacerà molto ma che vi sarà sicuramente donata dal cuore pensando a questa terra meravigliosa e un poco sfortunata!

Ecco ora abbiamo superato una moto con ombrello incorporato.. ma non piove!! E non c’è neppure il sole!!!

Per quelli che magari ci hanno pensato.. volevamo dire che anche noi abbiamo riflettuto sullo spendere dei soldi in souvenir… ma la Suora che ci accompagna ci ha portato in un paio di bancarelle dove come dire.. i proprietari non è che se la passassero molto bene quindi consideriamo e considerate il nostro come un “investimento” sull’economia locale.

Ora vi saluto perché un poco mi è passata la paura e un poco mi sono massacrato un gomito a cercare di salvare il computer, scrivere e non vomitare!

Dimenticavo.. Le nostre scottature stanno guarendo anche se ora abbiamo delle bellissime bolle e striature specialmente sugli avambracci! In più ieri mattina ho scoperto che mi sono scottato pure le palpebre!!! Quindi pomata e collirio al cortisone e antibiotici!!